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10 Dicembre 2014

Rapporto Eures-CAO. Prada (ANDI): il futuro della professione si costruisce partendo dalla formazione dei giovani odontoiatri


La fotografia emersa dal Rapporto Eures sull'adeguatezza della formazione odontoiatrica in Italia e sulla situazione lavorativa dei giovani odontoiatri -alla cui realizzazione ha contributo anche ANDI- non mi sorprende. Anzi, le criticità emerse sono quelle che da tempo ANDI evidenza e sulle quali lavora per  dare una soluzione.

Abbiamo dimostrato in passato, e lo stiamo dimostrando ancora meglio oggi, che le risposte alle nostre rivendicazioni e la nostra forza derivano dall'unità che abbiamo saputo costruire e raggiungere. Solo attraverso un progetto condiviso si riesce a risolvere le questioni che stanno penalizzando la professione costruendo l'odontoiatria del futuro.

Un futuro che deve per forza cominciare dalla formazione dei dentisti. Una formazione che non può prescindere da quell'assunto su cui si basa la formazione universitaria: sapere, saper essere e saper fare.

Un odontoiatra non adeguatamente preparato ad entrare nel mondo del lavoro è oggi l'anello debole del sistema perché è costretto, per lavorare, a scendere a compromessi. Un neo laureato preparato e consapevole di cosa significa essere un libero professionista non svende la propria professionalità lavorando in centro low-cost o accettando situazioni poco chiare.

Il modello di formazione che sosteniamo è quello proposto dagli atenei italiani che hanno saputo organizzare una formazione teorica e pratica di livello. Una formazione pratica che avrà un ulteriore impulso con l'attivazione del sesto anno professionalizzante ma che sarà realmente efficacie se prevede, anche, un percorso svolto all'interno degli studi dei dentisti liberi professionisti per dare modo ai futuri odontoiatri di entrare, con cognizione di causa, nel mondo del lavoro. 

Ma i dati Eures confermano che ancora oggi, a fronte di Atenei qualificati, ci sono Atenei che non riescono a formare adeguatamente gli studenti. Questi Corsi di Laurea devono essere chiusi, sono un danno per l'Accademia italiana, per gli studenti stessi che li frequentano e per tutta la collettività e come ANDI chiedo uno sforzo a tutti per dare una risposta concreta in questo senso.

Anche i drammatici dati occupazionali, più volte rilevati dal Servizi Studi ANDI e confermati dal rapporto Eures, danno forza alle scelte che ANDI ha fatto in questi anni con la battaglia legale contro la filiazione in Italia di Università estere (vedi casi Pessoa ed Università di Sofia), la creazione del Gruppo ANDI Young e l'attivazione di strumenti sindacali come il contratto di subentro. Attività che puntano a dare un senso al patto generazionale tra dentisti che stanno terminando il proprio percorso lavorativo con chi lo sta iniziando.

Solo partendo da una formazione di qualità dei nostri futuri colleghi potremo delineare la professione del futuro, dando certezze alle nuove generazioni ma anche dando un futuro a chi termina il proprio percorso lavorativo e cerca sicurezze nel mondo pensionistico.

Gianfranco Prada, Presidente Nazionale ANDI

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