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10 Dicembre 2014

Ricerca Eures-CAO su Università. Renzo (CAO), accorpare gli atenei, chiudere quelli che non preparano e riformare l'esame di Stato

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"Non è il caso di chiudere alcuni corsi di laurea ed indirizzare le risorse in quelli che formano odontoiatri di eccellenza invece di mantenere 34 corsi di laurea?"
A chiederlo è il presidente CAO Giuseppe Renzo durante la presentazione del Rapporto Eures sull'adeguatezza delle formazione odontoiatrica presentato venerdì 5 dicembre a Roma.
"Noi abbiamo dei corsi di laurea che sono un fiore all'occhiello dell'Italia ma ci sono corsi che non riescono a rapportarsi con un mercato mondiale. Bisogna mettere a disposizione di questi corsi i fondi e strutture necessari per competere con le università straniere ma non è accettabile che ci siano Atenei che laureano 4 studenti in un anno. Quei corsi vanno chiusi dirottando i fondi ad altri atenei che in questo modo possono crescere e migliorare la qualità formativa".
Se il Rapporto Eures ha fornito una fotografia non certo soddisfacente della formazione universitaria italiana Renzo ci tiene a sottolineare che "noi non stiamo puntando il dito contro l'Università ma indicando il problema e come CAO ci mettiamo a disposizione per risolverlo insieme".
A dimostrazione di come il problema sia condiviso anche dal mondo accademico il fatto che a stilare il rapporto abbiano contribuito anche molti docenti.

E la proposta di Renzo è quella di chiudere i corsi inefficienti accorpandoli, creando poli a livello regionale o per macro aree.

"Bisogna ricordare che i 34 corsi di laurea nel nostro paese non nascono per una esigenza degli studenti, dei cittadini, della professione", dice Renzo. "Questa grande pletora di corsi di laurea deriva dalla voglia di avere un corso di laurea sotto casa". Si accorpino gli atenei suggerisce Renzo anche se ammette che le soluzioni possono essere molte perchè "bisogna avere dei corsi che riescano a formare adeguatamente gli studenti con strutture idonee". E il rapporto ha evidenziato come vi siano atenei che non riescono ad offrire una formazione pratica ai futuri dentisti.

Dentisti che, nonostante questo, potranno poi esercitare perché l'esame di abilitazione "è di fatto inutile" visto il 98% dei candidati che lo superano.

"Come referenti ordinistici ogni volta che certifichiamo che un neo laureato ha i requisiti necessari per iscriversi all'Albo certifichiamo un falso", denuncia Renzo. "Noi non sappiamo se è veramente in grado di curare le persone".

Una riforma dell'istituto dell'esame di abilitazione che consenta realmente di abilitare il professionista ad esercitare valutandone le capacità e non solo certifichi la formazione conseguita. E questo, ricorda Renzo, consentirebbe anche di tutelare gli studenti che si laureano in Italia da quelli che lo fanno all'estero.
Una proposta che il presidente CAO, anticipa ad Odontoaitria33 a margine dell'evento, sarà portata nelle sedi europee ricordando alla politica, dice, che "l'obiettivo deve essere "sempre e soltanto" la qualità della prestazione in funzione della salute del cittadino.

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