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22 Gennaio 2015

Collaborazioni con odontoiatri, igienisti dentali, odontotecnici ed assistenti alla poltrona con partita Iva. In vigore i limiti imposti dalla Legge Fornero


Il 31 dicembre scorso è scaduto il primo biennio per il controllo della monocommittenza come stabilito dalla legge Fornero per il contrasto delle false partite iva.
A partire da quest'anno gli organismi autorizzati alla verifica avranno, quindi, a disposizione tutti gli elementi per verificare la regolarità delle partite iva in base ai parametri fissati dalla Legge.

"La legge Fornero, e più precisamente L.92/2012 Art. 1 Comma 26 e 27, regolamenta o cerca di farlo i rapporti di collaborazione coordinala e continuativa mascherati con un soggetto dotato di partita Iva", dice ad Odontoiatria33 Franco Merli (nella foto), dottore commercialista, consulente fiscale ANDI Genova.
"Per questi soggetti -continua il dott. Merli- lo scudo della partita Iva non è valido se il reddito conseguito a fronte della collaborazione, anche se fatturato a persone differenti ma tutte riconducibili allo stesso soggetto pagatore, rappresenta più dell' 80% del fatturato annuo e se il collaboratore ha una sua postazione di lavoro all'interno di una delle sedi del committente e che la collaborazione abbia una durata superiore ad 8 mesi per due anni consecutivi. Ovviamente quanto sopra è una presunzione semplice che ammette la prova contraria.

Tutto questo, spiega il commercialista, serve per far si che questi soggetti mascherandosi dietro ad una partita Iva evitino di pagare i contributi nella maniera corretta.

Una norma che potrebbe interessare gli studi odontoiatrici che si avvalgono della collaborazione di odontoiatri o igienisti dentali con la propria partita Iva professionisti che spesso hanno quello studio odontoiatrico come unico committente.

"Nel nostro caso -spiega il dott. Merli- se lo studio odontoiatrico si avvale di un collaboratore odontoiatra iscritto all'Albo, questa presunzione non è applicabile in quanto nello stesso Art. l Comma 27 è espressamente indicato che lo svolgimento di una attività professionale per la quale è richiesta obbligatoriamente l'iscrizione in Albi, come per l'odontoiatra, è titolo di esclusione".

E nel caso dell'igienista dentale che non può essere iscritta ad un Albo perché non esiste?

"A mio avviso il discorso vale anche per l'igienista dentale in quanto la stessa norma prevede
non solo l'iscrizione ad un Albo, Albo che nel caso non esiste, ma anche quando la prestazione sia
connotata da competenze teoriche di grado elevato acquisite attraverso significativi percorsi
formativi ovvero da capacità tecnico pratiche attraverso rilevanti esperienze maturate nell' esercizio
concreto dell' attività. Il tutto avvalorato dal fatto che gli igienisti dentali sono anche iscritti ad elenchi professionali".

Per le altre figure che fanno parte del Team odontoiatrico invece la norma si applica?

"Anche per l'odontotecnico che presta la sua opera solo in uno studio con una propria partita Iva, caso molto raro, non si applica la Legge Fornero in quanto il soggetto è iscritto un albo tenuto dalla CCIAA. Diversa la situazione per le assistenti alla poltrona che prestano, con partita Iva, la loro opera presso un solo studio odontoiatrico in quanto non hanno nessun albo o registro dove potersi iscrivere. In questo caso la norma si applicherebbe".

"Il consiglio che mi sento di dare -conclude il dott. Merli- è quello di controllare che il soggetto che opera nel proprio studio con partita Iva abbia anche l'iscrizione alla gestione separata dell'INPS se igienista dentale o nel caso dell'odontotecnico se iscritto all'Albo artigiani. Inoltre sarebbe buona norma che i compensi non vengano, comunque, riconosciuti pagamenti mensili o settimanali tutti uguali".

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