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06 Maggio 2015

Prima visita gratuita. Parere legale della CAO di Bologna: anche le "liberalizzazioni" non (sempre) la giustificano



La visita gratuita ai fini promozionali è una pratica lecita? Risposta non facile visto che sulla questione molto si è discusso e non sempre si è riusciti a dare una risposta chiarita e definitiva anche per via di parerei e sentenze non sempre in sintonia.

Sull'argomento registriamo l'iniziativa della CAO di Bologna che ha chiesto all'avv. Alberto Santoli, Patrocinante in Cassazione, se le cosiddette liberalizzazioni, anche tariffarie con l'abolizione del tariffario minimo, abbiano introdotto una regola in tema di gratuità del "primo contatto medico/paziente".

Non sembrerebbe così, sottolinea l'avv. Santoli motivando che "il Legislatore stesso, nell'abolire mercuriali e tariffe, si premura comunque di precisare che "la misura del compenso è previamente resa nota al cliente con un preventivo di massima e deve essere adeguata all'importanza dell'opera".
Quindi, evidenza il legale, "se la "misura del compenso deve essere adeguata all'importanza dell'opera", appare chiaro a tutti che il Legislatore, se da una parte abolisce minimi e tariffe, dall'altro contestualmente introduce - o meglio reintroduce - minimi tariffari "concettuali" che
"devono essere adeguati all'importanza dell'opera".

Peraltro, ricorda, anche il codice civile (art.2233, comma3) per le professioni intellettuali indica che "In ogni caso la misura del compenso deve essere adeguata all'importanza dell'opera
ed al decoro della professione". Stessa disposizione codicistica afferma che "il compenso, se non è convenuto tra le parti e non può essere determinato secondo le tariffe o gli usi, è determinato dal Giudice, sentito il parere dell'associazione professionale a cui il professionista appartiene".

Anche la deontologia medica sembra essere in linea con la scala di criteri delineati dal Legislatore.

L'avv. Santoli evidenza come le norme deontologiche indicano la necessità di informare preventivamente il paziente circa l'onorario professionale "applicato, cosi come espresso nell'art. 54 del Codice Deontologico, nell'attuale e nelle pregresse formulazioni".

Lo stesso Codice Deontologico, chiarisce il legale, "ammette la gratuità delle prestazioni come fattore residuale costituente eccezione particolare alla regola della debenza dell'onorario professionale rispetto all'opera prestata dal professionista, senza eccezione alcuna rispetto alla c.d. "prima visita" e quindi dalla visita in poi".

Ricordando che il medico ed il dentista, dal punto di vita deontologico, debbano preventivamente informare il paziente sull'onorario applicato, il legale evidenza, però, come questo non possa sempre essere espletato per la prima vista, soprattutto se effettuata disgiunta dal ciclo di cure. Ma anche in questo caso, sottolineata l'avv. Santoli, "la visita isolatamente considerata non è disgiungibile dall'obbligo di compenso, che come accennato - è naturale elemento costitutivo del rapporto giuridico obbligatorio instaurato a seguito del contatto medico/paziente (professionista/cliente) ai fini valutativi oggetto della prestazione - anche solo consulenziale - richiesta ed erogata".

A questo link il parere integrale dell'avv. Santoli per conto della CAO di Bologna

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