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26 Maggio 2015

Dentista fondamentale, ma non sempre attento, nel rendere consapevole il paziente sulle corrette abitudini di igiene orale in tema di protesi mobile


Momento della tavola rotondaMomento della tavola rotonda

Nel 2013 GSK, azienda leader nell'Oral Care e con il marchio Polident nei prodotti dedicati al portatore di protesi mobile, aveva evidenziato come i dentisti non dedicassero il tempo necessario a sostenere, anche sul fronte della corretta gestione e cura della protesi, il paziente.
Paziente spesso anziano che vive l'edentulia, parziale o totale, anche come un dramma psicologico oltre che una menomazione fisica.

GSK è tornata sul tema e, durante il 58° Congresso degli Amici di Brugg, ha organizzato un incontro sul tema della gestione delle protesi, dallo studio dentistico ai metodi di pulizia casalinga, alla luce di tre anni di studi messi in atto in questi mesi dall'azienda.
Incontro moderato da Norberto Maccagno, direttore di Odontoiatria33, con la partecipazione della dott.ssa Lilia Bortolotti, uno dei massimi esperti di protesi mobile non solo in Italia e Maria Gaggiani, Head Expert Marketing GlaxoSmithKline.

Un appuntamento che ha permesso di approfondire i temi della gestione, cura e igiene delle protesi dentali, delle aspettative dei pazienti ed esaminare le possibili implicazioni e i rischi di una pulizia scorretta per la loro salute orale.
I dati presentati frutto di un'indagine internazionale hanno evidenziano come le raccomandazioni del dentista possono avere un impatto chiave sull'utilizzo di pulitori specifici per le protesi dentali, ma anche come non esistano raccomandazioni chiare e condivise dai professionisti del settore Oral Care sulla pulizia delle protesi.
I dati rilavati da una parte indicano che il 71% dei dentisti italiani consigliano per la pulizia delle protesi le pastiglie (ma negli USA a consigliarlo sono il 95% dei dentisti) o l'apposito liquido per protesi (consigliato dal 21%), dall'altra evidenziano come si siano dentisti che per pulire la dentiera consigliano il sapone per i piatti (26%), un normale dentifricio (25%), l'aceto (8%), il bicarbonato (5%).

A questo, bisogna aggiungere che nonostante il parere di un professionista sia fondamentale nella scelta di un pulitore per la protesi, l'88% dei pazienti preferisce utilizzare 8 o 9 diversi metodi di pulizia, contrariamente a quanto espressamente indicato loro dal dentista.

Dati confermati anche da quelli che arrivano dal mercato e fotografano le vendite di prodotti specifici per la pulizia delle protesi, in flessione del -2,2% rispetto all'anno prima dove il dato era già estremamente contenuto se paragonato a quello generale dell'Oral Care.

Una scarsa e inadeguata cura delle protesi che potrebbe generare rischi non trascurabili non solo per la salute della bocca, ma anche per il benessere generale del paziente hanno ricordato gli esperti.

Queste le conseguenze di una pulizia inadeguata:

• Un aumento del rischio di stomatiti, dovute al proliferare di funghi e batteri a causa dello scarso controllo microbico.
• Un aumento del danno alle protesi, maggiormente esposte alla possibilità di abrasioni, ossidazione, corrosioni e danni chimici.
• Generare nel complesso un'esperienza negativa, spesso fonte di disagio per i portatori di protesi, a causa della formazione di cattivi odori e macchie persistenti che impattano sulla vita personale e sociale dei pazienti.

Risulta quindi evidente il valore di una corretta informazione ed educazione all'utilizzo e manutenzione delle protesi ‐ siano esse totali o parziali ‐ quali aspetti rilevanti che possono influire significativamente sulla qualità della vita dei portatori di protesi.

"Più dell'80% dei pazienti utilizza il normale dentifricio per pulire la propria protesi, nonostante essa sia 10 volte più delicata dello smalto dentale. Questo indica che resta ancora molto da fare nell'ambito dell'educazione a una corretta igiene orale, specie in presenza di protesi dentali" commenta Lilia Bortolotti, odontoiatra.
"E' fondamentale che tutti gli esperti del settore agiscano in modo mirato per formare - e non solo informare ‐ i pazienti sulle buone abitudini di igiene e pulizia delle protesi dentali. Si può cominciare raccomandando l'utilizzo di prodotti specifici, come le compresse: sono antimicrobiche, efficaci nel rimuovere macchie e placca e nel ridurre le alterazioni della superficie delle protesi."

Il ruolo dei dentisti e degli esperti assume quindi una rilevanza ancora più significativa: il loro sforzo e il loro impegno deve essere focalizzato nell'educazione alla continuità, all'adozione di buone e sane abitudini di igiene orale e di pulizia della propria protesi come momento fondamentale di tutela della salute.


 

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