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15 Aprile 2007

Dossier. La chirurgia dei terzi molari inferiori

di F. Belleggia, *M. Gargari, C. Arcuri


L’estrazione dei terzi molari inferiori è uno degli interventi più effettuati nella chirurgia orale minore. Le indicazioni per la loro rimozione sono la pericoronite, le cisti e i tumori, lo spazio insufficiente, l’inclusione del secondo molare, la malposizione, la carie, la parodontite, i trattamenti conservativi e protesici, il riassorbimento patologico, la sintomatologia idiopatica e le motivazioni ortodontiche. La valutazione prechirurgica consiste in un esame anamnestico, un esame clinico e un esame radiologico, basato su radiografie panoramiche, periapicali e sulla tomografia assiale computerizzata nei casi che la richiedano. Dopo che è stata fatta questa valutazione, si può prendere una decisione in merito alla necessità del trattamento.
Dovrebbe essere determinato il grado di difficoltà, sulla base di una serie di fattori quali la classificazione radiografica di inclusione proposta da Pell e Gregory (15), la configurazione radicolare, il grado di apertura della bocca, il riflesso del vomito e l’età del paziente. L’ultimo passo prima dell’intervento è quello di ricevere il consenso informato del paziente. Il capitolo dedicato al trattamento chirurgico presenta due casi clinici di terzi molari inferiori inclusi in posizione orizzontale e mostra la tecnica, passo dopo passo, dall’incisione di un lembo mucoperiosteo all’utilizzo dell’approccio vestibolare e l’utilizzo delle frese per eseguire la rimozione ossea e il sezionamento del dente.
Quando viene applicata una tecnica chirurgica efficace, il successo del trattamento diventa un risultato predicibile e diminuirà l’incidenza delle complicanze intra- e postoperatorie quali l’infezione secondaria, l’eccessivo sanguinamento intra- e postoperatorio, l’edema, l’ecchimosi, l’ematoma, l’alveolite postestrattiva, il trisma, il dolore postoperatorio, i traumi ai tessuti molli e all’articolazione temporo-mandibolare, la lesione del nervo alveolare inferiore e del nervo linguale, la frattura mandibolare, la rottura di strumenti e la loro possibile ingestione da parte del paziente, i danni parodontali o restaurativi a carico del secondo molare, l’enfisema, la frattura del tavolato corticale linguale e la dislocazione del dente o delle radici negli spazi anatomici adiacenti.

Lower third molars surgery
Lower third molar extraction is one of the most common intervention in minor oral surgery. Indications for removal are pericoronitis, cysts and tumours, lack of space, second molar impaction, malposition, caries, periodontitis, restorative or prosthetic treatments, pathologic resorption, idiopathic symptoms, and orthodontic needs. Presurgical evaluation includes medical history, clinical and radiographic examination, based on panoramic and periapical films, and computed tomography when needed. Surgical risk should be evaluated according to Pell & Gregory radiological scale, root shape, mouth opening extension, vomit’s reflex and patients’ age. Informed consent is also necessary before surgery. Two cases are reported showing a step by step buccal approach by a mucoperiosteal flap and teeth splitting. When an effective surgical technique is used, clinical success becomes a predictable result; at the same time, it reduces both surgical and post-surgical complications, such as secondary infection, excessive bleeding, swelling, alveolitis, trismus, pain, soft tissues and temporomandibular joint trauma, mandible fracture, broken instruments and their ingestion, second molar periodontal and restorative damages, emphysema, lingual plate fracture, and displacement of teeth or roots in the adjacent spaces.

Qualifiche Autori:
Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”
Ospedale S. Giovanni Calibita “Fatebenefratelli”
Unità Operativa Complessa di Odontoiatria
Direttore: prof. C. Arcuri
*Insegnamento di Protesi
Titolare: prof. M. Gargari

Dental Cadmos 2007; 4: I-XXXIII

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