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15 Luglio 2020

Restauro interprossimale diretto di un elemento 1.5 con il sistema Composi-Tight® 3D Fusion™


di Michele Palazzo

La gestione dello spazio interprossimale in conservativa è sempre delicato e difficoltoso se non si adottano tecniche e sistemi efficaci.

Indubbiamente tra le criticità c’è la ridotta accessibilità che limita la possibilità di reintervenire in caso di eccessi o necessità di rifinire a livello del gradino cervicale.

La merceologia offre oggi al professionista vari strumenti che consentono di creare i presupposti per riprodurre il punto di contatto in modo efficace senza dover poi intervenire in modo significativo a ricostruzione ultimata.

ll sistema di matrici sezionali Composi-Tight® 3D Fusion™ forniscono la soluzione ottimale anche alla più impegnativa delle sfide della classe II consentendo di realizzare punti di contatto precisi, una anatomia ideale dell’elemento dentario oltra ad una facilità e velocità di esecuzione. 

Il caso che vi proponiamo, riguarda l’esecuzione di un restauro interprossimale col sistema di matrici sezionali anelli separatori e cunei Composi-Tight® 3D FusionTM.

Il paziente presenta carie penetrante (D3) a carico dell’elemento 1.5 distale. 


Viene posizionata la diga di gomma. 


Fig. 1: 


Viene posizionato un cuneo con matrice allo scopo di proteggere il dente approssimale (fig. 2).


Fig. 2



La cavità è stata preparata, la carie asportata, i margini cavitari devono essere rifiniti (fig. 3).


Fig. 3



Il cuneo e la matrice vengono rimossi per meglio rifinire il gradino cervicale e per valutare che tipo di cuneo utilizzare (fig. 4).


Fig. 4


Ai fini di migliorare l’adattamento della matrice viene utilizzata una striscia abrasiva in plastica di grana media (fig. 5).


Fig. 5



Viene posizionata una matrice Fusion FX175 e inserito un cuneo Fusion FXOR da vestibolare per favorire la chiusura della matrice nell’angolo tra gradino cervicale e parete assio-pulpare vestibolare, resa difficile dalla rotazione dell’elemento 1.5 (fig. 6).


Fig. 6



Si posiziona l’anello separatore FX400. Si noti il perfetto adattamento della matrice alle pareti assiali e al gradino cervicale. Quest’ultimo grazie soprattutto all’azione dell’aletta in silicone del cuneo (fig. 7).


Fig. 7



Nella fig. 8, un’altra inquadratura che evidenzia la profondità della cavità pulita.


Fig. 8



Visione vestibolare dopo la fase di applicazione del bonding, che viene steso con un leggero soffio d’aria e contemporaneamente aspirato per favorire la fuoriuscita degli eccessi (fig. 9).


Fig. 9



La fase adesiva termina con la polimerizzazione di un sottile strato di composito fluido (fig. 10).


Fig. 10



Viene ricostruita la parete interprossimale e la cresta marginale con un unico apporto di composito (fig. 11).


Fig. 11



Nella fig. 12, il restauro al termine della stratificazione e dell’applicazione del supercolore. L’anello separatore è stato rimosso una volta polimerizzata la parete interprossimale.


Fig. 12



Il restauro al termine della sgrossatura e rifinitura con dischetti abrasivi, frese diamantate 40 micron e gommini browny (fig. 13); si noti come la cresta marginale sia facilmente rifinibile grazie alla guida della matrice anatomica, senza che l’area di contatto venga toccata dagli strumenti.


Fig. 13



Con il contributo non condizionante di Garrison Dental   

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