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30 Aprile 2009

Trattamento estetico di un caso di dismorfia discromica

di M. Amato, M. Landi, G. Guida, P. Carratù


Lo sbiancamento degli elementi dentali è un trattamento sempre più diffuso nella pratica odontoiatrica perché offre la possibilità di correggere eventuali discromie in modo conservativo.
I denti vitali vengono sbiancati applicando prodotti specifici sulla loro superficie esterna. Per i denti non vitali è prevista l’introduzione degli agenti sbiancanti nella camera pulpare e nella porzione coronale del canale radicolare.
Caratteristica comune a tutte le procedure di sbiancamento dei denti è l’eliminazione ossidativa delle macchie (processo chimico che converte le sostanze organiche in biossido di carbonio e acqua). Il perossido di carbamide è attualmente considerato il più efficace agente sbiancante per denti vitali. Scindendosi libera perossido di idrogeno (30%) e urea (70%).
Il perossido di idrogeno (principio attivo) si scinde ulteriormente in ossigeno ed acqua, mentre l’urea si degrada in biossido di carbonio e ammonio che, mantenendo il pH della preparazione su valori pari a 6,5-6,8, riduce il rischio di dissoluzione dello smalto. L'impiego di tali prodotti consente di migliorare sensibilmente, e in tempi relativamente brevi, l'estetica degli elementi dentari discromici. Attualmente, la maggioranza dei sistemi sbiancanti presenti sul mercato utilizza il periossido di carbamide in una base addensata di glicerina in diverse concentrazioni; ciò perchè è più stabile chimicamente rispetto al periossido di idrogeno.



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