Comunicatore o imbonitore, saperla "raccontare" può mascherare le carenze professionali? Il parere dell'esperta in comunicazione

| 27 Novembre 2015 |

Comunicatore o imbonitore, saperla "raccontare" può mascherare le carenze professionali? Il parere dell'esperta in comunicazione


Un dentista deve saper parlare al paziente mentre il paziente è convinto di saper capire se il proprio dentista è bravo.
Queste le due "certezze" emerse dal sondaggio "Il dentista che vorrei" realizzato da Odontoiatria33 in collaborazione con AIOP inviando un questionario ai lettori di Dica33, il portale del gruppo Edra dedicato alle informazioni sulla salute per il cittadino che con gli oltre 1milione e 200 mila viste mensili è tra i più letti tra quelli dedicati alla salute.

Un paziente che sceglie il dentista dalla professionalità e competenza dimostrata, dal fatto che sa ascoltare e spiegare i trattamenti, che è disponibile a risolvere i problemi, che lo tratti da paziente e non da cliente è che sia cordiale.

Un paziente che, quindi, è soggetto a giudicare come bravo dentista più il centista comunicatore che quello che cura al meglio i suoi pazienti ma non riesce a legare, magari perché non sa fare il "piacione".

Considerando che, sempre secondo quanto emerso dal nostro sondaggio, il paziente si dice certo di riuscire a giudicare la qualità delle cure del suo dentista, il 66% dei partecipanti l'ha affermato, ecco il rischio che ad essere premiato dai cittadini non sia veramente il dentista bravo ma il dentista che sa "vendersi" come bravo.

Quindi, una buona capacità oratoria mascherare carenze tecniche?

"La componente tecnica della prestazione è un caposaldo su cui non si può fare alcuno sconto", spiega ad Odontoiatria33 Erika Leonardi esperta di organizzazione e comunicazione aziendale.

"La comunicazione rappresenta un valido supporto che conferisce maggiore valore: aiuta il paziente a capire, gli conferisce serenità, lo guida nei comportamenti, lo aiuta a prevenire azioni non corrette, illustra i vantaggi".

"Il paziente in ogni caso si sente, a ragione, giudice della prestazione che ha ricevuto, ma, ovviamente, non ha le conoscenze per giudicare l'intervento tecnico. Parlerà bene o male in relazione a quanto ha vissuto in termini di informazioni, chiare e semplici da comprendere e da mettere in atto, e di messaggi che lo hanno tranquillizzato sia sulla validità dell'intervento sia sul valore del prezzo pagato".

"Saper parlare -conclude l'esperta- non può mascherare carenze tecnico-professionali: il tempo smaschera in tempi ristretti gli imbonitori. Promesse non mantenute sono un rischioso autogol. La capacità di comunicare rafforza la professionalità in quanto fa sentire il paziente una persona importante di cui ci si preoccupa affinché viva emozioni serene e positive."

Norberto Maccagno



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