''Cinquemila anni di effetto placebo''. La recensione del prof. Guastamacchia del libro di Giorgio Dobrilla: un testo fondamentale

| 12 Settembre 2017 |

''Cinquemila anni di effetto placebo''. La recensione del prof. Guastamacchia del libro di Giorgio Dobrilla: un testo fondamentale


E' stato recentemente presentato da Giorgio Dobrilla (Ed. EDRA) un testo fondamentale per tutta la medicina italiana: "Cinquemila anni di effetto placebo". Nel testo l'Autore esamina, documenta e riassume quanto ha significato, nei secoli, il cosiddetto effetto placebo. Occorre specificare "cosiddetto" perché è ancora oggi molto difficile comprendere fino a che punto l'effetto di qualsiasi sostanza, non primariamente bio-farmacologica, possa agire positivamente nel realizzare vantaggi terapeutici, anche molto complessi.

Traspare, proseguendo nella lettura, un dato costante: i terapeuti, nei secoli, fin dai tempi più remoti (pertinente il titolo che allude ai "cinquemila anni") e privi delle conoscenze profondamente scientifiche oggi a nostra disposizione, accoppiarono sempre la somministrazione delle sostanze più disparate al loro comportamento carismatico.

Per millenni il terapeuta occasionale fu sacerdote, sciamano, guru, dulcamara e poteva ottenere risultati validi somministrando farmaci del tutto "placebici".

Ed ecco allora affacciarsi prepotentemente l'ipotesi che quanto veniva (e viene) somministrato abbia importanza in tanto in quanto accompagnato da dosi elevate di empatia e di "alleanza" terapeutica, creatasi tra medico e paziente.

Sono due le conseguenze che appaiono immediatamente chiare al lettore.

La prima riguarda l'importanza determinante dell'Articolo 20 del nostro Codice Deontologico, che recita testualmente: "...il medico, nella relazione con il paziente, persegue l'alleanza di cura, fondata sulla reciproca fiducia e sul mutuo rispetto dei valori e dei diritti e su un'informazione comprensibile e completa, considerando il tempo della comunicazione quale tempo di cura".

La seconda deduzione riguarda la preziosa, sorprendente, concomitanza, che ha questo testo di Dobrilla, con la recente uscita del volume di Francesco e Giulia Bottaccioli dal titolo "Psico-Neuro-Endocrino Immunologia (PNEI) e scienza della cura integrata" (Ed. EDRA). In quest'ultimo testo, infatti, si documenta come la complessa reazione immunologica positiva, che serve a proteggerci continuamente dagli infiniti insulti cui ogni giorno siamo sottoposti, si verifichi attraverso una risposta infine endocrina, ma che si sviluppa attraverso un meccanismo olistico, fortemente influenzato da elementi psico-neurologici.

Tutte queste conoscenze, singolarmente e fortunatamente coincidenti, come tempi di pubblicazione, di Dobrilla e i Bottaccioli, impongono ad ogni medico quell'attenzione empatica e quella disponibilità "umana", che possono realizzarsi solo attraverso un tempo specifico di comunicazione messo a disposizione del paziente.

Ascoltare con attenzione, soccorrere umanamente e, in sostanza riassuntiva, imparare a comunicare, sono le modalità fondamentali che fanno di ogni relazione medico-paziente, un essenziale, insostituibile, "placebo".

Prof. Carlo Guastamacchia


 



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