Violenze e maltrattamenti, l'odontoiatra in prima linea nel riconoscerli e segnalarli. Le indicazioni dell'odontologo forense

| 12 Gennaio 2018 |

Violenze e maltrattamenti, l'odontoiatra in prima linea nel riconoscerli e segnalarli. Le indicazioni dell'odontologo forense


Il riconoscimento e la segnalazione di maltrattamenti, violenze, abusi e negligenze rappresenta uno tra i più importanti doveri dell'odontoiatra e del medico in materia di protezione e tutela della salute. Riconoscere le situazioni sospette non è facile e per poterlo fare l'odontoiatra deve possedere conoscenze minime della semeiotica dell'abuso fisico ed essere in grado di valutare le singole lesività sulla base di specifiche diagnosi differenziali e nell'ottica della metodologia medico-legale. ╚ questo al centro dello studio "Maltrattamento dei minori sotto gli occhi di tutti: gli obblighi dell'odontoiatra", di Maria Sofia Rini (nella foto), Odontologa forense, Universita╠ degli studi di Bologna, pubblicato su Dental Cadmos di dicembre, che analizza i vari aspetti da un punto di vista clinico e medico-legale.

"La violenza sui bambini e╠ oggi purtroppo molto diffusa" in tutto il mondo e si configura come "fenomeno trasversale, presente a tutti i livelli sociali, economici e culturali". Per quanto riguarda il nostro Paese, "non esiste un monitoraggio sistematico da parte di organi istituzionali e non e╠ possibile avere un quadro esaustivo e completo della situazione". Dal momento che "il volto e╠ uno dei distretti corporei più frequentemente interessato da traumatismi riferibili a maltrattamenti, seguito dal capo e dal collo", ne deriva "l'importanza dell'area odontoiatrica in termini di riconoscimento o sospetto di violenza a carico dei minori". Per questo "il team odontoiatrico può fare molto", "soprattutto nell'evidenza di lesioni sospette".

Il dato, generale, "e╠ che, nonostante le peculiari caratteristiche delle lesioni, il numero delle segnalazioni e╠ ridottissimo e il problema pare ignorato o misconosciuto anche dagli operatori sanitari. Le cause sono molteplici: non ultima la possibilità di dubbi diagnostici, l'incredulità, il timore della reazione dei genitori o di incorrere in errori (rischio di denunce infondate)". "I casi che pongono incertezza diagnostica di norma non sono segnalati e non si esclude un'incapacità di riconoscimento della patologia". E uno dei problemi riguarda il fatto che "si tratta di traumatismi che, a occhi poco esperti, possono essere confusi con eventi traumatici occasionali". In generale, "le segnalazioni provenienti dal Pronto soccorso sono solitamente solo quelle relative a casi di maltrattamenti molto evidenti" e "il numero di segnalazioni provenienti da strutture ospedaliere e╠ nettamente più elevato di quello proveniente da medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, insegnanti o odontoiatri".

Pochi "medici e pochi odontoiatri sanno (o ricordano) che esiste un obbligo di referto/rapporto nei casi di fondato sospetto, a tutela della salute fisica e psichica dei minori. Obbligo che va oltre il timore di perdere un paziente/cliente nel contesto dell'attività libero-professionale e alla paura, in caso di errata o incerta diagnosi, di eventuali ritorsioni giuridiche. Il segreto professionale non e╠ un'esimente, cosi╠ come la scarsa fiducia nelle possibilità delle istituzioni giuridiche e sociali".

Dall'altra parte, tuttavia, "gli odontoiatri lamentano gravi lacune nel sistema formativo universitario e difficolta╠ a formulare diagnosi di certezza". Inoltre, "l'esame obiettivo di altri distretti corporei, per verifica/ricerca di lesioni patognomoniche, e╠ di difficile giustificazione nei confronti degli adulti presenti".

Va detto che "l'odontoiatra e l'igienista dentale non hanno l'obbligo di diagnosticare il maltrattamento, bensì quello di saper riconoscere segni e segnali di sospetto sia di natura prettamente odontoiatrica che di tipo generale: malessere, condizioni di rischio reale e potenziale a cui sono eventualmente esposti i minori e, infine, possibili condotte negative o sospette degli adulti/tutori". Ma "l'odontoiatra occupa una posizione strategica in quanto stabilisce, di norma, una relazione terapeutica duratura con il paziente e questo gli consente di verificare lo stato di salute generale o la ricorrenza di eventuali lesioni sospette". Grande "e╠ la responsabilità della figura odontoiatrica, che non può esimersi dall'essere formato relativamente alla sussistenza del fenomeno e alle condotte da assumere in situazioni di sospetto".

Francesca Giani



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