Campagna elettorale ed odontoiatria. Campolongo (ANPO) pone la questione dell'odontoiatria pubblica

| 8 Febbraio 2018 |

Campagna elettorale ed odontoiatria. Campolongo (ANPO) pone la questione dell'odontoiatria pubblica


Il Collegio Italiano dei Primari Ospedalieri di Odontoiatria, Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale (ANPO) approfitta del dibattito elettorale per richiamare l'attenzione sull'accesso alle cure odontoiatriche ed indicare alla Politica tre punti da inserire nell'agenda del prossimo Parlamento

La domanda che pone ANPO è provocatoria: "l'Odontoiatria pubblica è sostenibile?

Il Collegio Italiano dei Primari Ospedalieri di Odontoiatria, Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale, in una nota a firma del Segretario Nazionale Fulvio Campolongo (nella foto) "ritiene che sarebbe etico, equo ed appropriato, e necessariamente sostenibile, implementare un programma di odontoiatria pubblica nell'ambito della prevenzione attiva a favore della popolazione in età evolutiva, attraverso l'adozione di una normativa nazionale e di una regolamentazione di maggior dettagli.

Le criticità di ANPO al Parlamento ed al Governo uscente è quello di aver trascurato nei nuovi LEA l'odontoiatria. Lea giudicati come "peggiorativi rispetto ai precedenti livelli di assistenza approvati nel 2001: in particolare, vengono a mancare gli impianti, l'ortodonzia eÌ prevista solo per sei mesi, non eÌ chiara la possibilità di applicazione di protesi fissa".

"Evidentemente -scrive Campolongo- l'odontoiatria non appartiene alla sanitaÌ italiana".

Il non aver colto "l'opportunità di un intervento migliorativo sull'odontoiatria pubblica", spiega il Segretario Nazionale, "è particolarmente grave posto che sono noti i dati epidemiologici che da sempre caratterizzano la popolazione pediatrica italiana come è altrettanto noto a tutti il quadro di disomogeneità di applicazione dei LEA a livello nazionale".

"Al Ministro e ai Componenti il Gruppo tecnico sull'odontoiatria del Ministero -continua- ci sembra di poter dire che non eÌ sufficiente pubblicare le Linee guida ma forse è necessario un intervento realistico che definisca il ruolo dell'odontoiatria pubblica superando, in molti ambiti, la fase di enunciazione di "principi", traducendo il livello speculativo (pensare/programmare) in piani operativi di prevenzione e di erogazione di assistenza di qualità (fare).

Questi i tre gli obiettivi prioritari individuati dal Collegio Italiano dei Primari Ospedalieri di Odontoiatria, Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale e ritenuti come prioritari per l'agenda politica del prossimo Parlamento:

1) individuare le modalità organizzative minime essenziali obbligatorie - modello, strutture, operatori - in coerenza con Linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età evolutiva;

2) rimuovere il requisito della specializzazione per l'assunzione di dirigenti odontoiatri per favorire l'incremento delle piante organiche delle strutture odontoiatriche;

3) impegnare la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province autonome a individuare le modalità tecniche per il continuo monitoraggio dell'applicazione del dispositivo normativo, nei contesti territoriali, e per la verifica degli effetti prodotti.



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