Equo compenso, AIO manifesterà il 13 maggio a Roma. Fiorile: abolizione tariffe minime ha portato incertezza

| 18 Aprile 2017 |

Equo compenso, AIO manifesterà il 13 maggio a Roma. Fiorile: abolizione tariffe minime ha portato incertezza


Associazione Italiana Odontoiatri manifesterà il 13 maggio a Roma con le altre libere professioni per inserire al più presto in una norma di legge l'Equo compenso per tutti i professionisti. Nel mirino c'è è la legge 248 del 2006 che ha cancellato le tariffe minime ordinistiche e ha aperto alla liberalizzazione della pubblicità. Fausto Fiorile (nella foto) presidente AIO spiega perché di fronte alla sentenza 532/15 della Corte di Giustizia della Comunità Europea, che ha dichiarato legittimi i minimi tariffari, è lecito scrollarsi di dosso le aperture troppo affrettate della "legge Bersani".

"L'abolizione delle tariffe minime a undici anni di distanza impedisce di avere dei parametri di valore, in "euro", su cui ragionare per stabilire prestazioni di qualità", afferma Fiorile. "Senza riferimenti, e soggetti a spot pubblicitari martellanti, i pazienti sono a rischio inganno. Non è possibile che una prestazione a poche centinaia di euro o a poche decine di euro sia qualitativamente adeguata ed eseguita secondo i protocolli scientifici".

Per Fiorile occorre un tavolo dove le rappresentanze della professione approfondiscano con il Ministero della Salute e le associazioni dei cittadini il tema relativo ai costi delle prestazioni odontoiatriche. "Nella libera professione, e soprattutto quando c'è di mezzo la salute, le tariffe minime non vanno viste come un fattore che tiene alti i prezzi, ma come condizioni di garanzia per prestazioni di qualità. Purtroppo in questi dieci anni abbiamo assistito a un crescente svilimento di una professione molto particolare rispetto a tutte le altre perché si occupa della salute delle persone: sempre meno studi odontoiatrici sono stati aperti, sempre più società di capitali sono nate e si sono sviluppate, spesso sottopagando il lavoro degli odontoiatri e ponendolo sotto il controllo di dinamiche di crescita del fatturato anziché di tutela della salute; ma il nostro lavoro è salute, non può essere svenduto né può essere strumento di inganno".

A cura di: Ufficio Stampa AIO


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