Impianti zigomatici: quali le competenze e quali i limiti. Il riscontro iniziale del "panel" convocato all'Istituto Stomatologico Italiano di Milano

| 9 Ottobre 2017 |

Impianti zigomatici: quali le competenze e quali i limiti. Il riscontro iniziale del "panel" convocato all'Istituto Stomatologico Italiano di Milano


Nella foto il coordinatore del panel prof. Andrea Bianchi e il dott. Francesco Gallo

Sabato 7 ottobre si è svolta, sotto l'egida dell'Istituto Stomatologico Italiano a cura del suo presidente prof. Andrea Bianchi (nella foto), la quinta giornata del corso di perfezionamento sull'impiego di impianti ad ancoraggio zigomatico.

Il "panel" era costituito da autorevoli esponenti della chirurgia maxillo facciale quali il Direttore del Dipartimento di Scienze Biologiche, Chirurgiche e Odontostomatologiche dell'Università degli Studi di Milano prof. Aldo Bruno Giannì, il responsabile della Chirurgia Maxillo Facciale dell'Istituto Galeazzi di Milano , prof. Francesco Grecchi con il sui stretto collaboratore il prof. Francesco Gallo (nella foto) e il responsabile del Servizio di Chirurgia Maxillo Facciale dell'Istituto Humanitas presso la Clinica Pio X di Milano prof. Pietro Salvatori.

Ognuno degli intervenuti ha messo molto bene in chiaro le opportunità che questa procedura implantologica può fornire sia nelle clinica di tutti i giorni sia nelle situazioni di grave atrofia ossea legate a pazienti resecati per motivi neoplastici.

Dalle casistiche riportate la percentuale di successo degli impianti osteointegrati ad ancoraggio zigomatico è tra le più elevate, essendo quasi sempre superiore al 90% dei casi esaminati.

Tuttavia le competenze chirurgiche necessarie per accedere a questo genere di operatività sono molto elevate e quindi la possibilità di offrire ai pazienti queste soluzione non è propriamente per tutti quanti vogliano cimentarsi.

Bene ha fatto, durante la discussione, il prof. Giannì a porre l'accento non tanto sulla pratica chirurgica, per se complessa ma non impossibile, quanto sulla gestione delle eventuali complicanze che si caratterizzano per l'estrema varietà e soprattutto per la potenziale pericolosità delle stesse.

Si è posto quindi l'interrogativo se l'odontoiatra abbia o meno facoltà di operare in tale senso e quali siano i requisiti clinici che si debbano esibire nei casi di controversia.

Per dipanare la questione sono stati invitati il prof. Marco Scarpelli e il dott. Francesco D'Evant, due illustri odontostomatologi forensi, che hanno fornito una serie molto ricca e interessante di notazioni al fine di misurare i comportamenti negli anni a seguire.

La legislazione in tal senso è assai vaga e, come tale, consente a un ampio spettro di possibilità nell'esercitare professionalmente questo tipo di implantologia: il campo sarebbe pertanto di appannaggio sia dei chirurghi maxillo-facciali sia degli odontoiatri.

In tal senso ha iniziato a operare il panel per cercare di elaborare un documento utile a definire i confini procedurali e professionali di una tecnica, quella degli impianti ad ancoraggio zigomatico, assai utile e con una favorevole percentuale di successo.

 



Per votare occorre inserire le poprie credenziali Medikey
Non interessantePoco interessanteInteressanteMolto interessanteEstremamente interessante
Interessante ( 10 voti / media 3 )



commenti

Nessun commento presente per questo articolo.
inserisci commento
ATTENZIONE: per poter inserire un commento è necessario accedere a Medikey
Accedi a Medikey

se non fai ancora parte della più grande comunità medica italiana
registrati ora a Medikey
LOGIN


Il nostro BLOG

VISTO DA FUORI
a cura di
Norberto Maccagno LEGGI >



Audio e video


© EDRA S.p.A.  |   www.edraspa.it | P. Iva 080586040960 | TEL: 02/881841 | Per la pubblicità contatta EDRA S.p.A.