Rapporto tra l'attività antiocariogena dei dentifrici al fluoro e il tempo di spazzolamento e la quantità di dentifricio utilizzata

Igiene e prevenzione | 9 Gennaio 2017 |

Rapporto tra l'attività antiocariogena dei dentifrici al fluoro e il tempo di spazzolamento e la quantità di dentifricio utilizzata

Lara Figini


E' stato dimostrato ampiamente che spazzolare i denti regolarmente con un dentifricio contenente fluoro riduce l'insorgenza di carie dentale [Marinho V. 2003]. Il suo meccanismo d'azione è almeno duplice:
in primo luogo il fluoro può ridurre la demineralizzazione legandosi alla superficie dello smalto, che fluorato risulta essere meno acido-solubile rispetto allo smalto nativo, in secondo luogo, può promuovere la rimineralizzazione dello smalto già parzialmente demineralizzato. Il fluoruro

può essere veicolato nella cavità orale mediante il dentifricio in alte concentrazioni solo durante i brevi periodi di spazzolamento. Ci sono però anche dimostrazioni scientifiche che indicano che il fluoro viene trattenuto in parte anche dai tessuti molli orali e nella placca che fungono da serbatoi liberando lentamente il fluoro nella cavità orale anche diverse ore dopo lo spazzolamento, aumentando il suo effetto protettivo sullo smalto (Duckworth R. 1991).

Ma quanto la quantità di dentifricio utilizzato e il tempo di spazzolamento possono influenzare le attività benefiche per lo smalto dentale del fluoro?

In realtà in letteratura non sono molti gli studi che hanno indagato questi aspetti. Uno studio clinico randomizzato recente, pubblicato sul Journal of Dentistry di dicembre 2016 affronta questo argomento, analizzando l'influenza che la quantità di dentifricio e il tempo di spazzolamento hanno su :

- rimineralizzazione dello smalto, misurando il recupero di microdurezza superficiale (SMHR );

- assorbimento del fluoro da parte dello smalto ( EFU ) e

- smalto- resistenza agli acidi post-rimineralizzazione (NAR)

Gli autori hanno preso in considerazione 63 soggetti che portavano protesi parziali con superfici di smalto demineralizzato a contatto.

I pazienti dovevano spazzolare i denti due volte al giorno per due settimane, seguendo uno dei seguenti protocolli:

- Spazzolamento dei denti per 120 sec. con 1,5 g di dentifricio 1150 ppm F (come NaF);

- Spazzolamento dei denti per 45 s con 1,5 g di dentifricio 1150 ppm F (come NaF)

- Spazzolamento dei denti per 120 sec. con 0,5 g di questo dentifricio;

- Spazzolamento dei denti per 45 s con 0,5 g di questo dentifricio e

- Spazzolamento dei denti per 120 s con 1,5 g di 250 ppm F (NaF) dentifricio.

I risultati ottenuti dagli autori sono stati i seguenti:
Confrontando lo spazzolamento per 120 s contro quello per 45 s, SMHR e EFU sono aumentati del 20,0% e del 26,9% rispettivamente quando è stato utilizzato 1,5 g di dentifricio; e del 22,8% e del 19,9% rispettivamente, quando si è utilizzato 0,5 g di dentifricio.

Confrontando lo spazzolamento con 1,5 g contro quello con 0,5 g di dentifricio, SMHR e EFU

sono aumentati del 35,3% e del 51,3%, rispettivamente, lavando i denti per 120 s, e del 38,4% e 43,0%, rispettivamente, lavando i denti per 45 s. E' anche emerso che aumentando tempo di spazzolamento e quantità di dentifricio aumentava anche il valore di NAR.

In base a questo studio si può affermare che la durata del tempo di spazzolamento e la quantità di dentifricio sono in grado di influenzare in modo significativo l'efficacia anti-cariogena dei dentifrici al fluoro.

A cura di: Lara Figini, Coordinatore Scientifico Odontoiatria33

Bibliografia:

V.C.C. Marinho, J.P.T. Higgins, S. Logan, A. Sheiham, Fluoride toothpastes for preventing dental caries in children and adolescents, Cochrane Database Syst. Rev. (Issue 1) (2003)
CD002278.

R.M. Duckworth, S.N. Morgan, Oral fluoride retention after use of fluoride dentifrices, Caries Res. 25 (1991) 123-129.

Effect of toothbrushing duration and dentifrice quantity on enamel remineralisation: An in situ randomized clinical trial: J.E. Creeth, S.A. Kelly, C. González-Cabezasb, R. Karwal, E.A. Martinez-Mier, R.J.M. Lyncha, M.L. Bosmaa, D.T. Zero Journal of Dentistry 55 (2016) 61-67



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