L'ECM del prossimo triennio: un rilancio dell'aggiornamento con nuove opportunità per la libera professione. Parola di Stefano Almini, referente per l'odontoiatria in Commissione

| 21 Dicembre 2016 |

L'ECM del prossimo triennio: un rilancio dell'aggiornamento con nuove opportunità per la libera professione. Parola di Stefano Almini, referente per l'odontoiatria in Commissione


Stefano Almini nel suo percorso associativo (in ANDI) e ordinistico (presidente CAO Bergamo) ha dovuto confrontarsi in prima persona con il sistema ECM nel ruolo di socio, iscritto all'Ordine, organizzatore culturale in ambito associativo e ordinistico. Ha conosciuto le regole del sistema e ne ha certamente valutato le criticità. Da circa un anno la CAO nazionale lo ha nominato come referente dell'odontoiatria all'interno della Commissione Nazionale ECM nella quale si è fatto apprezzare per idee e voglia di lavorare, in linea con gli incarichi e responsabilità affidati: componente della Commissione Nazionale ECM; componente della Sezione seconda (Sviluppo e ricerca sulle metodologie innovative della formazione continua); componente della Sezione quarta (Indicazione e sviluppo degli obbiettivi formativi nazionale e coordinamento di quelli regionali); componente del Gruppo di lavoro per la "sperimentazione del Dossier"; nominato referente per la comunicazione di Agenas riguardo a ECM e Dossier Formativo; componente e coordinatore del Gruppo di lavoro delle Libere Professioni; Componente del Comitato di Garanzia; Componente del Comitato di Presidenza.

Nella nostra intervista abbiamo cheisto al dott. Almini come si doveva intendere la decisione della Commissione ECM di prorogare di un anno la raccolta dei crediti previsti per il triennio 2014-2016. Il dott. Almini preferisce non intervenire sull'argomento demandando ad una prossima comunicazione ufficiale della Commissione. Ricorda, però, che la delibera della Commissione ECM non interessa solo medici e dentisti, certamente professionisti virtuosi nell'aggiornamento professionale, ma tutte le professioni sanitarie coinvolte e che per alcune di queste le attività formative organizzate non sono sufficienti per permettere a tutti gli iscritti di soddisfare l'obbligo formativo.

Dott. Alimini ci traccia un primo bilancio del lavoro fatto in questo prima anno di lavoro?

Un anno fa, il 9 Dicembre 2015, si insediava la nuova Commissione Nazionale ECM, convocata presso il Ministero della Salute a Roma per un saluto augurale direttamente dal Ministro Lorenzin. In quella occasione, dopo un vuoto istituzionale di un anno e mezzo, fu evidente la necessità di accelerare una ripartenza del sistema ECM, assopitosi lentamente nel silenzio di una Commissione Nazionale in attesa di essere rinominata. In quel contesto, ringraziando il presidente Giuseppe Renzo e la CAO nazionale che mi propose come rappresentante FNOMCeO per l'area odontoiatrica, fui nominato ed inserito nella Commissione ECM che subito si dimostrò essere propositiva, collaborativa, veloce.
Come accade quando vengono riunite persone diverse ma appartenenti allo stesso progetto, dopo i primi incontri di reciproca conoscenza, si instaurò subito un clima assolutamente positivo, grazie anche all'intuizione del segretario Maccari di Agenas che decise di proporre alla Commissione Nazionale una serie fittissima di incontri (quasi uno al mese) determinando una accelerazione al sistema ed una compattazione del gruppo.

Ci può sintetizzare i primi risultati ottenuti dalla nuova Commissione ?

A distanza di un anno dal suo insediamento, in vista di un prossimo triennio ECM,si può dire che la Commissione ha certamente lavorato. In attesa che tutte le numerose delibere delle diverse sezioni arrivino a compimento e diventino operative, si potrebbero indicare già da ora alcuni importanti passaggi.
Si parlerà, da ora in poi, di "professionista sanitario", senza distinzione tra coloro che lavorano in regime di dipendenza all'interno del SSN e coloro che operano in regime di libera professione. Questa assenza di distinzione ha comportato, secondo me, una visione allargata del sistema Ecm, che ha scelto in questo senso, di aumentare le libertà di "movimento" per acquisire i crediti, condividendo finalmente con tutta la categoria medica in dipendenza ... le difficoltà operative ben conosciute dalla libera professione.
Questa libertà di acquisizione di crediti si esprime, per esempio, nell'ambito temporale: il raggiungimento dei 150 crediti ECM del triennio potranno essere svolti senza un obbligo annuale, potranno cioè essere raggiunti senza necessariamente avere un minimo ed un massimo di crediti, anno per anno. In questo modo si eviterà di vedersi annullare crediti in eccesso, raggiunti per esempio durante una sola annualità. Non importa al sistema ECM suddividere i crediti nelle annualità singole: basta che al termine dei tre anni sia raggiunto il monte crediti di 150. Non è più vincolante se tale traguardo è stato raggiunto anche in un solo anno ,in due anni oppure in tre.

Lei si è battuto molto per fare ripartire il Dossier formativo, non come obbligo imposto ma come nuova futura opportunità di progettazione della cultura.

Esatto! Un lavoro che persegue l'obiettivo di rendere il sistema ECM realmente utile alle dinamiche complesse della libera professione e ' prima di tutto riconoscere le diverse velocità del territorio. Ecco perché credo sia stato fondamentale dare ancora tempo alla categoria per " conoscere " il Dossier. In questa fase, il Dossier Formativo deve essere approfondito e progettato senza timore. Soprattutto deve trovare un territorio fertile e ricettivo , che non avverta il Dossier come obbligo ma come i"nuova implementazione". Passo dopo passo, dopo ad una nuova consapevolezza del valore del sistema ECM, si potrà riavvicinarsi ai professionisti sanitari attraverso la preziosa opportunità del Dossier.... oggi non comprensibile perché ancora sconosciuta a molti. Oggi, lo sappiamo, esiste una chiaro scollamento della categoria nei confronti di un sistema poco considerato come portatore di valori. Penso che (senza la ricetta perfetta e senza bacchetta magica) si debbano investire risorse ed energie alla ricerca di una strategica progettazione dell'aggiornamento e questo potrà avvenire grazie al Dossier Formativo.
Proprio sulla base di una seria constatazione che il sistema ECM deve essere riorientato verso la strada che porta a rispondere ai bisogni dell'aggiornamento piuttosto che ad una "raccolta punti", è necessario riconoscere che questa criticità richiede capacità di analisi e sviluppo. Ecco perchè è fondamentale, in questo momento, affrontare una fase di ulteriore sviluppo del Dossier Formativo, prima di renderlo obbligatorio e a regime.

Da sempre ci si lamenta che il sistema ECM non è preso in considerazione da tutti i professionisti obbligati, ma ancora oggi dopo 10 anni non ci sono sanzioni per chi non si aggiorna.

E' stato spiegato, anche sul vostro giornale, che non ci sono abbastanza eventi per soddisfare le richieste di tutti i professionisti e fatto notare come gli Ordini stiano verificando le situazioni dei colleghi che non hanno ottenuto il numero di crediti necessari. Solo ad aprile quando avremo i dati ufficiali potremo fare valutazioni e commenti.
Mi sembra però importante sottolineare che, nell'ottica di premiare i virtuosi che si applicano piuttosto che alzare la scure della sanzionabilità per i meno virtuosi dell'aggiornamento, la "costruzione" del Dossier Formativo nel triennio 2017/2019 darà diritto automaticamente ad un bonus di 15 crediti ECM per lo stesso triennio. Se fosse realizzato, il Dossier stesso, con coerenza e congruità si potranno inoltre ottenere altri e successivi bonus per il triennio successivo al prossimo triennio 2017/2019.

Perché decidere di premiare chi costruisce il suo Dossier formativo?

Il senso di attribuire il bonus è quello di facilitare, avvicinare, calamitare l'attenzione della categoria verso uno strumento (il Dossier) che, come elemento di una progettazione proiettata al futuro dovrebbe aiutare a prevedere i bisogni formativi, dovrebbe favorire un'analisi riguardo a cosa e come orientare le scelte della nostra formazione ed aggiornamento.
Questa "fatica intellettuale", questo sforzo che lotta contro l'abitudine...merita certamente un riconoscimento,
dentificabile con un bonus di crediti.

Molti indicano in 150 crediti un numero troppo elevato, sarà possibile ridurlo?

Occorre ricordare che l'unità di misura dell'aggiornamento è, in tutta Europa, il credito ECM. Non è una invenzione italiana. Ma visto che l'Italia è in Europa, allora dobbiamo confrontarci con le stesse regole degli altri paesi membri, che non hanno barrire alla frontiera, hanno la stessa moneta (euro), hanno come noi un sistema ECM. Questo spiega anche perchè, nonostante un tentativo della Commissione, non sia stato possibile diminuire il numero di 150 crediti per il triennio. Questo è infatti un dato costante in Europa. l'Italia, per quanto di solito voglia fare "a modo suo" ....non può pensare di muoversi autonomamente ma deve il libero scambio intellettuale, verificato con il sistema ECM.
Per quanto riguarda l'assegnazione dei crediti alle attività ECM, finalmente i criteri di assegnazione arriveranno sul campo, questa volta, non durante lo svolgimento del triennio ma già al suo inizio. Questo è un passaggio fondamentale per i provider che potranno conoscere i criteri di assegnazione prima di proporre ed investire energie nella loro offerta formativa.

Ci saranno novità in merito alle modalità con cui i discenti ottengono i crediti formativi?

Senza entrare troppo nello specifico, alcune modalità formative che ho fortemente sollecitato e condiviso con altri componenti della Commissione (i quali, in spirito di squadra condivisa mi hanno certamente coadiuvato e sostenuto) sono intriganti e innovative. Oltre alla formazione residenziale classica, ai congressi, simposi, conferenze e videoconferenze, particolare attenzione è stata rivolta alla formazione sul campo: in particolare, strategici per la libera professione, potrebbero essere i gruppi di miglioramento. Per esempio, all'interno dei gruppi di miglioramento, potranno realizzarsi tipologie di formazione/aggiornamento che si realizzano con la partecipazione a gruppi di lavoro (gruppi di lavoro/studio/miglioramento). Collegate a queste nuove tipologie, compaiono infatti le "comunità di apprendimento o di pratica, che potranno avvalersi anche di tecniche web.
Credo che, nel ruolo affidatomi, sia importante, all'inizio di un triennio ECM, progettare ed identificare nuovi contenitori di cultura e nuovi strumenti. L'approfondimento dei reali fabbisogni della professione potrà allora utilizzare nuove modalità per ottenere crediti, attraverso le opportunità della formazione sul campo, ovvero la formazione maggiormente vicina al riunito odontoiatrico. Anche l'attività di ricerca (attraverso studi osservazionali, epidemiologici, sperimentali di farmaci o dispositivi medici) potrà avere una forte dignità scientifica, con una attività che, approvata da un Comitato Etico (secondo la normativa vigente) potrà realizzarsi con la partecipazione a studi finalizzati a ricercare nuove conoscenze rispetto a determinanti della Salute e delle Malattie. Finalmente si potrebbe ipotizzare una formazione ed aggiornamento che possa determinare una ricaduta diretta sul cittadino (prima ancora che paziente).

Tra le criticità del sistema c'è il luogo comune che indica l'ECM come un inutile strumento burocratico

Parlare delle determinanti della Salute significa orientare i cittadini alla prevenzione, al risparmio biologico (ed economico). Si può immaginare che, grazie alla ricerca, alle nuove tecnologie, alle nuove modalità formative (più vicine al campo di lavoro, alla realtà pratica della professione) il sistema ECM progettato e orientato (tramite il Dossier) potrà essere davvero utile al professionista ma anche e soprattutto alla collettività. E' tempo di spostare l'attenzione da "quanti crediti" si ottengano da un evento formativo, a "quali crediti" derivino nella sostanza da un aggiornamento efficace, al passo con i tempi e i modi di una professione in rapido cambiamento.
Il libero scambio intellettuale tra i professionisti in Europa, l'assenza delle barriere tra gli stati membri europei nel libero scambio ( anche lavorativo)comporta oggi che la formazione sia seria, responsabile, moderna, efficace, appropriata. E che l'aggiornamento sia al suo stesso livello...! Lo dovrebbe dire la coscienza professionale, ma a volte è muta o non sa ascoltare. A noi tutti il compito di non lasciarla impolverare, accanto a quel giuramento di Ippocrate, dimenticato sullo scaffale della nostra biblioteca.

Nor. Mac.



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commenti

27-12-2016 | Nota sui commenti
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26-12-2016 | Commento non pubblicato
Avevo inserito un commento piuttosto critico, ma prendo atto che è stato censurato, visto che non lo vedo pubblicato. Complimenti per la vostra "democrazia" alla neuroppea. Giuseppe Firinu.
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