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28 Marzo 2011

Osservasalute: i dati del 2010

di Francesca Giani


Quasi un italiano su dieci non si è potuto sottoporre a una visita odontoiatrica, pur presentandone la necessità, e sul territorio nazionale risulta in aumento l’ospedalizzazione per osteonecrosi dell’osso mascellare. Queste alcune delle conclusioni, che riguardano l’odontoiatria, dell’ottava edizione del rapporto Osservasalute 2010, l’analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell'assistenza sanitaria nelle Regioni, pubblicato dall'Osservatorio nazionale dell'università Cattolica di Roma.
Il rapporto, frutto del lavoro di esperti di vari settori, tra cui clinici, epidemiologi, statistici ed economisti, ha preso in considerazione, quest’anno, due indicatori: la domanda insoddisfatta di salute e l’ospedalizzazione per osteonecrosi della mascella legata all’assunzione di bifosfonati. E i risultati devono far riflettere.
“In Italia” si legge infatti nel rapporto “al 9,7% della popolazione dai 16 anni in su è capitato almeno una volta, nei 12 mesi precedenti l’indagine, di non aver effettuato una visita odontoiatrica pur presentandone la necessità”.
Ma il dato più scoraggiante riguarda la disomogeneità territoriale. Mentre il nostro Paese ha festeggiato 150 anni di unità nazionale, a emergere è, ancora una volta, il gradiente Nord-Sud. Sono sei le regioni che hanno presentato valori superiori al dato nazionale e sono tutte del Sud (Campania, Sardegna, Puglia, Sicilia, Calabria e Basilicata). “Il valore più elevato” si legge “si registra in Basilicata (16,1%), mentre quello più contenuto è della Valle d’Aosta (3,5%). Paramentri inferiori all’8% ci sono anche in Liguria, Umbria, Friuli Venezia Giulia e nelle province autonome del Trentino-Alto Adige”.
Tra i fattori che hanno contribuito a questa disparità, viene indicata la situazione reddituale media delle famiglie, l’offerta pubblica e privata di servizi sanitari e la diffusione di programmi di sensibilizzazione sui temi della salute orale.
Una situazione però che non può essere trascurata: “Una migliore comprensione di queste cause” è la conclusione del documento “potrebbe essere di estremo valore per l’implementazione di politiche volte non solo a favorire l’accesso alle cure orali, ma anche a ridurre le disparità territoriali”.

L’altro parametro analizzato ha riguardato l’osteonecrosi dell’osso mascellare (ONM), una patologia infettiva e necrotizzante progressiva, con scarsa tendenza alla guarigione, che è stata recentemente associata alla terapia con bifosfonati, farmaci utilizzati in oncologia e nel trattamento di malattie metaboliche. Poiché le manifestazioni cliniche connesse presentano una grave compromissione della qualità della vita, la corretta gestione dei pazienti sottoposti a questa terapia farmacologica assume una particolare rilevanza.
Da qui il consiglio del rapporto: “Una visita odontoiatrica, così come previsto dalla raccomandazione ministeriale n. 10, andrebbe inserita nei protocolli terapeutici prima della prescrizione di tali farmaci. Il miglioramento della sorveglianza dell’ONM appare indispensabile per una visione integrale del fenomeno, anche considerata la scarsa casistica attuale e per una valutazione dell’impatto della malattia sulla salute dei cittadini e sulla spesa sanitaria”.
Quanto ai dati, anche per questo parametro l’Italia si rivela a 21 velocità. “Nel 2001, la regione con il tasso standardizzato più alto è stata la Lombardia, con un valore di 12,10 per 100mila abitanti (13,90 per gli uomini e 10,70 per le donne), seguita dalla Campania, con 9,60 (uomini 10,60; donne 8,80) e dalla Puglia con 7,90 (uomini 8,60; donne 7,20). Nel 2008, invece, è la Puglia a riportare il tasso più elevato, pari a 13,30 per 100mila abitanti (uomini 15,10; donne 11,70), seguita dal Friuli Venezia Giulia con 11,80 (uomini 12,90; donne 10,70) e dall’Emilia-Romagna con 10,10 (uomini 10,70; donne 9,60)”.

GdO 2011;4

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