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04 Aprile 2011

La mediazione in pillole

di Norberto Maccagno


Mediazione e Conciliazione
La il D.Lgs 28/2010 ed il DM 18 ottobre 2010 definisce con il termine “mediazione l’attività svolta da un terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o più soggetti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa.
La conciliazione è la composizione di una controversia a seguito dello svolgimento della mediazione.

Gli Organismi di Mediazione
L’istanza di mediazione, con cui si attiva il processo di conciliazione, va presentata avanti ad Organismi di Mediazione accreditati dal Ministero della Giustizia ed iscritti nel relativo Registro.

Mediatore
Il Mediatore è la persona fisica che effettua la mediazione.
Possono svolgere l’attività di mediazione soggetti idoneamente formati attraverso appositi corsi realizzati da Organismi di Formazione, iscritti in un apposito Elenco depositato presso il Ministero della Giustizia.
Il mediatore ed i soggetti che operano all’interno dell’organismo di mediazione, sono tenuti all’obbligo della riservatezza e non possono essere chiamati a testimoniare.
Le dichiarazioni rese o le informazioni acquisite nel corso del procedimento non possono essere utilizzate nel giudizio avente il medesimo oggetto anche parziale.

QUESTE LE TIPOLOGIE DI MEDIAZIONE PREVISTE
Mediazione volontaria
La parte - prima di dare avvio a un giudizio o anche in pendenza di causa - può in qualsiasi momento depositare l’istanza di avvio di una procedura di mediazione avanti ad un Organismo, dando avvio in questo modo ad una procedura di mediazione.
Mediazione delegata
Il Giudice, valutata la natura della causa, lo stato dell’istruzione e il comportamento delle parti, può invitare le parti a procedere alla mediazione prima dell’udienza di precisazione delle conclusioni ovvero prima della discussione della causa.
Mediazione contrattuale
Se il contratto o lo statuto prevedono una clausola di mediazione e il tentativo non risulta esperito, il giudice o l’arbitro, su eccezione di parte, assegnano il termine di quindici giorni per la presentazione dell’istanza di mediazione davanti a un Organismo accreditato. Le parti possono stabilire contrattualmente l’Organismo avanti al quale l’istanza di mediazione deve essere presentata .

Mediazione obbligatoria
Dal 21 marzo 2011 la mediazione sarà obbligatoria nei casi di una controversia in materia di:?diritti reali (distanze nelle costruzioni, usufrutto e servitù di passaggio ecc.)
?divisione
?successioni ereditarie
?patti di famiglia
?locazione
?comodato
?affitto di aziende
?risarcimento danni da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità,
?contratti assicurativi, bancari e finanziari
L’obbligatorietà per le numerosissime controversie in materia di condominio e risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti è stata differita al 20 marzo 2012 per consentire un avvio graduale del meccanismo.Anche nei casi di mediazione obbligatoria è sempre possibile richiedere al giudice i provvedimenti che, secondo la legge, sono urgenti o comunque indilazionabili.

Presentazione dell’istanza
La procedura di mediazione si avvia tramite il deposito di un’istanza presso un Organismo di mediazione accreditato.
A seguito della presentazione dell’istanza di mediazione il responsabile dell’Organismo designa uno o più mediatori e fissa l’incontro non oltre quindici giorni dal deposito della domanda.
Scelta dell’Organismo di Mediazione
Il soggetto che presenta l’istanza di mediazione (fatte salve le ipotesi di determinazione contrattuale) ha facoltà di scegliere l’Organismo di Mediazione.
La scelta dell’organismo comporta l’accettazione del Regolamento, delle indennità e della nomina del mediatore scelto tra quelli iscritti nell’Organismo.
Non esistono criteri di competenza territoriale. In ipotesi di conflitto tra più istanze, è competente l’organismo davanti al quale è stata presentata la prima istanza.

Obbligo di informazione dell’avvocato al cliente
L’avvocato è tenuto a informare per iscritto l’assistito della possibilità di avvalersi della procedura di mediazione. In caso contrario, il contratto di patrocinio è annullabile.
Mancata partecipazione alla mediazione
Se una parte non partecipa alla mediazione senza giustificato motivo il giudice può desumerne argomenti di prova nel successivo giudizio ai sensi dell’articolo 116, secondo comma, del c.p.c..

Casi di esclusione della medazione
La mediazione obbligatoria e la mediazione delegata non si applicano all’azione civile nel processo penale (art. 5.4) e ai procedimenti: per ingiunzione (fino alla pronuncia delle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione); per convalida di licenza o sfratto (fino al mutamento del rito ex art 667 c.p.c.); possessori (fino alla pronuncia dei provvedimenti ex art. 703 c. 3 c.p.c.); di opposizione o incidentali di cognizione nell’esecuzione forzata; in camera di consiglio.

Prescrizione e decadenza
A decorrere dalla data in cui l’istanza di mediazione viene comunicata alle parti, la stessa produce gli stessi effetti della domanda giudiziale e, per una sola volta, impedisce la decadenza.
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Durata della mediazione
Il procedimento di mediazione ha una durata massima, in ogni caso, non superiore a quattro mesi dal deposito della domanda.

Costi
L’indennità comprende le spese di avvio del procedimento e le spese di medizione.
Le spese di avvio del procedimento ammontano a 40,00 € che devono essere versate dal soggetto che presenta l’istanza.
Tutte le parti che partecipano alla mediazione devono poi versare all’Organismo una indennità di mediazione.
L’importo massimo per ciascun scaglione può essere aumentato in misura non superiore a un quinto tenuto conto della particolare importanza, complessità o difficoltà dell’affare; deve essere aumentato in misura non superiore a un quinto in caso di successo della mediazione; deve essere aumentato di un quinto nel caso di formulazione della proposta ai sensi dell’articolo 11 del decreto legislativo; deve essere ridotto di un terzo nelle materie nelle quali la conciliazione è obbligatoria (quali responsabilità medica e RCA); deve essere ridotto di un terzo quando nessuna delle controparti di quella che ha introdotto la mediazione, partecipa al procedimento.

Accordo delle parti
Se è raggiunto un accordo, il mediatore forma processo verbale al quale è allegato il testo dell’accordo medesimo. Il verbale di accordo può divenire titolo esecutivo per l’espropriazione forzata, per l’esecuzione in forma specifica e per l’iscrizione di ipoteca giudiziale.

Mancato raggiungimento dell’accordo
Ove l’accordo non sia raggiunto, si aprono vari scenari.
Se le parti chiedono di comune accordo al mediatore di fare una proposta il mediatore è obbligato a formulare tale proposta.
Se le parti non chiedono nulla il mediatore ha comunque facoltà di formulare un proposta alla quale le parti possono o meno aderire.
La mancata adesione alla proposta può però avere conseguenze sulle spese processuali della successiva causa.
Quando il provvedimento che definisce il giudizio corrisponde interamente al contenuto della proposta, il giudice esclude la ripetizione delle spese sostenute dalla parte vincitrice che ha rifiutato la proposta (per il periodo successivo alla formulazione della proposta stessa), e la condanna al rimborso delle spese sostenute dalla parte soccombente oltre al contributo unificato.
Quando il provvedimento che definisce il giudizio non corrisponde interamente al contenuto della proposta, il giudice, se ricorrono gravi ed eccezionali ragioni, può nondimeno escludere la ripetizione delle spese sostenute dalla parte vincitrice per l'indennità corrisposta al mediatore e per il compenso dovuto all'esperto ausiliario.

GdO 2011;4

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