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29 Gennaio 2016

Disposizioni in materia di lavoro autonomo. Via libera dal Governo al Ddl per agevolazioni su spese formazione, pagamenti e maternità


Ministro Poletti, diritti della foto: Palazzo ChigiMinistro Poletti, diritti della foto: Palazzo Chigi

Nella serata di ieri il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al Ddl sul lavoro autonomo. Il provvedimento, spiega una nota di Palazzo Chigi, viaggerà in Parlamento come collegato alla Legge di Stabilità.

Rispetto alle anticipazioni che anche Odontoaitria33 aveva dato sul provvedimento, viene confermata la possibilità per i lavoratori autonomi ed i liberi professionisti della deducibilità del 100% (fino a 10 mila euro) delle spese sostenute per la partecipazione a convegni, congressi e corsi di aggiornamento professionale ma anche per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all'auto-imprenditorialità finalizzate all'inserimento o reinserimento del lavoratore autonomo nel mercato del lavoro.

Si dovrà invece aspettare la pubblicazione del Ddl per capire se saranno deducibili (nella misura del 50%) anche le spese sostenute per viaggio e soggiorno, come prevedeva l'emendamento proposto da ANDI ed inserito nel testo uscito dalla discussione in Commissione.

Tra le altre novità introdotte anche la deducibilità, nella misura del 100% delle spese e in misura integrale delle spese per gli oneri sostenuti, per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo fornita da forme assicurative o di solidarietà, "allo scopo di favorire la stipula di tali polizze, e favorendo, allo stesso tempo, lo sviluppo del mercato assicurativo e la diffusione di tali forme assicurative, con un conseguente abbattimento dei costi per il lavoratore autonomo", spiegano dal Governo.

Confermata, anche, la parificazione dei lavoratori autonomi ai piccoli imprenditori ai fini dell'accesso ai fondi europei, nazionali e regionali (PON e POR) e il riconoscimento del diritto di percepire l'indennità di maternità spettante per i due mesi antecedenti la data del parto ed i tre mesi successivi, indipendentemente dalla effettiva astensione dall'attività lavorativa, l'estensione della durata e dell'arco temporale entro il quale tali lavoratori possano usufruire dei congedi parentali, prevedendo che l'indennità per congedo parentale possa essere corrisposta per un periodo massimo di sei mesi entro i primi tre anni di vita del bambino.

Sempre in tema di maternità si potrà sospendere, senza diritto al corrispettivo, del rapporto di lavoro dei lavoratori autonomi che prestano la loro attività in via continuativa per il committente in caso di gravidanza, malattia e infortunio, per un periodo non superiore a 150 giorni per anno solare, e la sospensione del versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi per l'intera durata della malattia e dell'infortunio fino ad un massimo di 2 anni, in caso di malattia e infortunio di gravità tale da impedire lo svolgimento dell'attività lavorativa per oltre 60 giorni.

I periodi di malattia certificata come conseguente a trattamenti terapeutici di malattie oncologiche, sono equiparati alla degenza ospedaliera.

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