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11 Aprile 2011

Dentisti in crisi di nervi: torna la rassegna stampa

di Cosma Capobianco


Ritorna la rassegna stampa sui dentisti che si sono guadagnati un posto sulle pagine dei giornali (GdO 2;2009:8-9. GdO 3;2009: 10-11), che, tralasciando il ministro Calderoli, sono molti. Purtroppo, anche nella cronaca nera. Ben pochi capitoli del Codice penale infatti non sono rappresentati: dai reati contro il patrimonio (truffa, furto, bancarotta fraudolenta, usura, estorsione) a quelli contro la fede pubblica e la pubblica amministrazione (falso ideologico in certificati, uso di atti falsi, corruzione) o contro la persona (lesioni personali, sequestro di persona, omicidio). Né mancano i reati di tipo mafioso come l’associa-zione finalizzata al traffico di droga e il favoreggiamento (reato contro l’amministrazione della giustizia). Tanti poi gli sfortunati che sono stati vittime di reati, prevalentemente conto il patrimonio (furto, rapina, danneggiamento), ma anche più gravi, come minacce, lesioni, persecuzioni e vendette che - evviva la par condicio - vengono adeguatamente sanzionate. Come, per esempio, nella vicenda di un dentista pisano perseguitato per anni da una paziente convinta di essere stata avvelenata dall’arsenico contenuto in un impianto. Nonostante la condanna per molestie e tentata violenza privata, la donna continuava a perseguitare il medico che, alla fine, ne ha ottenuto l’allontanamento dalla città con foglio di via obbligatorio e divieto di ritorno per tre anni.

Un’immagine in miglioramento
L’immagine dei dentisti - il modo cioè in cui la carta stampata si esprime quando il protagonista della cronaca è un dentista o quando si parla di odontoiatria - continua a migliorare. Anche quando la cronaca è nera, nerissima o rosa-bunga, i giornalisti si astengono dal ricordare gli stereotipi che perseguitano la categoria come una sorta di peccato originale. Non ci sono aggettivi insinuanti o metafore malandrine neppure quando si parla di evasione fiscale o di storie a luci rosse. Le solite battute si ritrovano oramai solo nei commenti di alcuni lettori che si sfogano nei forum. E sì che c’è stata anche la crisi. Di questo argomento, si è occupato Dario Di Vico, giornalista normalmente assorbito da ben altre dissertazioni, già vicedirettore del Corriere della Sera, con un lungo editoriale significativamente intitolato “La solitudine del dentista globalizzato” del 16 febbraio 2010. La crisi ha poi fornito l’occasione per l’unico commento un po’ aggressivo: è nell’articolo “Le spese sanitarie? Stangate pesanti” de il Giornale del 26 ottobre 2009. Ma è riportato tra virgolette e serve per colpire l’attenzione.
Il dentista: è lui l’“incubo” di qualsiasi famiglia. “Al bambino serve l’apparecchio”. A un genitore, anche se lo sapeva già, si gela il sangue.

Scarica i Pdf della rassegna del 2009

GdO 2011;4

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