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10 Febbraio 2016

Lettera Aperta OPI ad Altroconsumo. Cerbone: siamo stupiti della vostra contrarietà agli emendamenti


Egr Avv. Marco Pierani,

apprendiamo con stupore da un articolo su Odontoiatria33, la sua contrarietà agli emendamenti presentati al Ddl concorrenza in sede di 10a Commissione presso il Senato, in particolare per le motivazioni.

E' opportuno farle notare a tal proposito, che la riduzione del fatturato dei dentisti in questi anni non è affatto dovuto alla concorrenza delle strutture odontoiatriche come spesso si legge, ma bensì dalla crisi economica che attanaglia il nostro Paese e che la contestuale crescita dei fatturati di queste strutture non deriva dalla sottrazione di pazienti ai dentisti tradizionali, ma dalla loro capacità di creare bisogni non necessari nei consumatori attraverso la pubblicità.

Il fatturato di queste strutture deriva, infatti, in gran parte da "fette di mercato" che un medico dentista non prende in considerazione, in quanto costituite da terapie non necessarie. E pertanto non sono mai state in concorrenza con i dentisti, ma di sicuro in contrapposizione con i benefici del Paziente.

Il più delle volte vengono proposte terapie di decine di migliaia di euro che prevedono l'estrazione di tutti gli elementi dentari e sostituzione con impianti. Cose che un medico dentista prenderebbe in considerazione solo in casi estremi e solo dopo aver esperito tutte le metodiche terapeutiche (molto più economiche) atte a conservare i denti del Paziente.

Ma al di là del modus operandi di queste strutture che in parte già conosce, ci meravigliamo che non si sia accorto che il tanto decantato corporativismo dei dentisti è in realtà solo un fatto mediatico alimentato dalle lobby che hanno interesse ad investire in odontoiatria, settore attualmente totalmente aperto alla speculazione economica sulla Salute del Paziente.

Con molta probabilità non sa che ANDI non rappresenta la totalità dei dentisti italiani e che un'altra ampia fetta di dentisti è rappresentata da AIO. Entrambi questi sindacati, i più rappresentativi della categoria, non perdono occasione per criticarsi a vicenda e/o di fregiarsi di aver fatto qualcosa per la categoria come in questo caso ha fatto ANDI e leggervi un corporativismo di categoria in tali comportamenti è a dir poco azzardato.

Il vero problema è che le attività commerciali hanno come scopo principale il profitto dalla propria attività che non sempre coincide con il bene del Paziente. E' vero che anche il medico trae profitti dalla sua attività, ma è una conseguenza del suo scopo principale che è quello di curare il Paziente salvaguardandone in primis la Salute.

Gli unici operatori che possono operare in bocca ai pazienti sono i dentisti ed anche in queste strutture dovranno per forza di cose operare dentisti e non è matematicamente possibile che interponendosi una terza persona (l'imprenditore) nel rapporto medico/paziente ci possa essere una riduzione dei prezzi, ma è più logico attendersi un aumento, come di fatto si verifica, anche se abilmente mascherato da risparmio.

L'abbassamento generalizzato dei prezzi nel nostro settore al quale abbiamo assistito in questi anni è analogo a quello verificatosi in tutti gli altri settori merceologici come conseguenza della crisi economica e non dipende dalla concorrenza di queste strutture.

Se considera che un riunito odontoiatrico, ad esempio, che solo 4 anni fa costava 30 mila euro, oggi lo si può comprare a 10 mila euro, comprenderà perché sono diminuiti anche i prezzi delle prestazioni odontoiatriche.

Le tariffe particolarmente basse, però, promozionate da certe strutture come specchietto per le allodole, non sono chiari, né trasparenti ed è da queste che anche Voi, quale Associazione di Consumatori, dovreste mettere in guardia i cittadini. Infatti quasi sempre si riferiscono a prestazioni parziali che celano ulteriori adempimenti (a pagamento) da effettuare per avere quel prezzo promozionato, per cui sovente i pazienti che escono da queste strutture si ritrovano con preventivi di migliaia di euro.

Noi siamo a favore della libera concorrenza tra i dentisti, perché possono garantire un minor prezzo delle prestazioni ed una maggiore attenzione al Paziente anche alla luce dei troppi problemi che hanno avuto i pazienti sia da un punto di vista economico che di salute nel farsi curare in strutture societarie gestite da imprenditori.

Tuttavia ci sono anche medici dentisti senza scrupoli dai quali i pazienti vanno ugualmente difesi e la nostra Associazione è stata istituita anche per questo: fornire corrette informazioni ai cittadini su tecniche e procedure odontoiatriche per permettere ai pazienti di valutare consapevolmente la necessità o meno delle varie terapie promozionate.

Siamo convinti, inoltre, che sia necessaria una seria revisione delle norme che regolano le pubblicità in ambito sanitario perché l'attuale "anarchia promozionale" non è utile al Paziente che si trova sommerso da informazioni ingannevoli sulle quali, tra l'altro, nessuno sembra poter intervenire. Promozionare prezzi che nascondono ulteriori costi o tecniche terapeutiche miracolose, non vanno a favore della tutela del Paziente.

La nostra azione mira ad individuare e a denunciare tutto ciò che mette a rischio la Salute dei pazienti e siamo convinti che solo con la trasparenza e la correttezza deontologica si possono arginare i gravi danni (fisici e economici) che subiscono quotidianamente numerosi cittadini e se Altroconsumo vuole aiutarci in questa battaglia a difesa del Paziente, siamo disponibili ad una fattiva collaborazione.

Distinti Saluti

Giuseppe Cerbone presidente OPI(Odontoiatria Privata Italiana)

 

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