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02 Marzo 2016

Domani la Stato Regioni discute sulle autorizzazioni sanitarie. ANDI: vengano accolte le nostre modifiche


E' calendarizzata per la Conferenza Stato Regioni di domani 3 marzo la discussione del provvedimento sui regimi autorizzativi proposto dal Ministero della Salute.

Contro il documento proposto dal Ministero, nelle scorse settimane ANDI aveva cercato di fare pressioni sugli assessorati Regionali al fine venissero accolte alcune proposte di modifica. Utile ricordare che il Ministero, per elaborare il provvedimento, aveva costituito un Gruppo di lavoro al quale erano stati chiamati i rappresentanti della componente ordinistica dell'odontoiatria.

Rispetto al testo inviato dal Ministero alla stato regioni (Odontoaitria33 ne aveva parlato in questo articolo) ANDI chiede:

  • Che i requisiti previsti per le strutture accreditate non siano indicati come "requisiti minimi di qualità e sicurezza" ma come "requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi".
  • Che i requisiti indicati per l'autorizzazioni valgano solo per le nuove attività e non per quelle già in essere.
  • Che venga garantita la prosecuzione dell'attività anche nelle realtà attualmente autorizzate con le regole a suo tempo in vigore, anche in caso di passaggio di proprietà o di cambio di intestazione.
  • Che sia precisato che le regole proposte valgono sia per gli studi professionali singoli o associati che per le strutture sanitarie dove si pratica l'odontoiatria.
  • Che le strutture vengano classificate come strutture complesse non sulla base del numero di riuniti (oltre 5) e dei collaboratori (oltre 3 unità) come previsto dal testo.
  • Che i documenti richiesti ai fini del rilascio dell'autorizzazione vengano tenuti dallo studio e forniti in caso di richiesta solo se questi non sono già in possesso della Pubblica Amministrazione.
  • Necessità di attivare un Tavolo Tecnico al quale dovranno partecipare anche i sindacati di categoria che fornisca indicazioni più dettagliate e specifiche in merito ai requisiti indicati e ciò sia per dare dirette indicazioni agli operatori sia per evitare le frequenti diverse interpretazioni degli organismi di controllo.

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