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13 Maggio 2016

Pensioni, il Governo apre a ricongiunzione contributi Inps per specialisti e specializzandi. Potrà essere possibile portare i contributi in ENPAM


Il governo Renzi apre ai medici e a migliaia di professionisti privati, e ventila la possibilità di recuperare contributi che fino ad oggi regolarmente si perdevano. Si tratta di ricongiungere i versamenti Inps, senza dover raccattare spezzoni a fine carriera con procedimenti onerosi e non convenienti.
Una notizia che può interessare anche quei dentisti che prima di intraprendere l'attività professionale hanno esercitato altre professioni, ma in particolare specialisti e specializzandi come ha ricordato a Napoli, alla Giornata nazionale della Previdenza, il responsabile economico Pd Filippo Taddei, parlando ai presidenti delle 19 casse privatizzate - ENPAM tra esse - riuniti nell'Associazione Adepp. Dal 2006 questi medici contribuiscono sia all'Inps gestione separata con un 24% della retribuzione, che è pari a 25 mila euro annui in media, sia all'ENPAM contribuendo al Fondo generale di quota A.
Ma i soldi girati all'ente pensionistico pubblico concorrono a formare un assegno a fine carriera solo dopo sei anni di versamenti. Diversa è la situazione dei tirocinanti del triennio in Medicina generale che della loro esigua borsa di studio, inferiore a mille euro lordi mensili, destinano i contributi unicamente all'ENPAM in quota A e per la parte eccedente (cioè per la libera professione) in quota B con la chance della contribuzione ridotta al 2%. Per far sentire la voce dei giovani, nella nuova Assemblea generale ENPAM con le elezioni dello scorso anno s'è insediato un Osservatorio Giovani che è attualmente formato da cinque componenti: Camilla Russo, Francesca Manzieri, Stefano De Gregoriis, Concetta D'Ambrosio ed Enrico Peterle. E oggi l'Osservatorio si schiera con Alberto Oliveti, presidente, riprendendone in parte il commento "a caldo" alle parole di Taddei, che era stato in sostanza: "Sì alla ricongiunzione per il passato, ma per il futuro basta spezzoni previdenziali."

"L'apertura ad affrontare un problema che avevamo segnalato nei mesi scorsi -sottolinea l'Osservatorio - mostra che probabilmente ci si sta rendendo conto di come sia stato insensato inserire nella gestione separata Inps una posizione contributiva anomala rispetto all'intera storia lavorativa che attende uno specializzando. Oltretutto in questo modo è stata introdotta nella categoria un'ulteriore distinzione, se consideriamo che i medici in formazione di medicina generale, a differenza dei loro colleghi, possono invece costruire un percorso unico versando da subito tutti i contributi all'ENPAM. Serve un'azione rapida, anche per evitare che gli specializzandi subiscano l'ennesima erosione della propria borsa di studio a causa del prossimo aumento dell'aliquota, che - ricorda l'Osservatorio - è passata in cinque anni dal 17 al 24 per cento".

Cinque anni fa il decreto legge 98/2011 all'articolo 18 ha posto le basi per sganciare la contribuzione degli specializzandi dalla gestione separata Inps, affermando che quest'ultima non si rivolge ai professionisti iscritti ad Albi ed ai contribuenti delle casse privatizzate. Le parole di Taddei danno seguito a tale indirizzo ma si inseriscono anche in un più ampio disegno volto a far sì che chi ha contribuito alla Gestione separata Inps, veda i suoi contributi "trattati come parte del monte contributivo anche per carriere discontinue... come quelle di tanti collaboratori autonomi che, prima di entrare nella loro professione, magari hanno fatto altri tipi di percorsi, più flessibili e diversi rispetto al passato".

Mauro Miserendino per Doctor33

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