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14 Luglio 2016

No ai prezzi in mano agli Ordini. ANCOD contro l'iniziativa parlamentare di ANDI


Continua la battaglia a distanza tra ANDI e le Catene odontoiatriche, battaglia giocata anche nelle aule parlamentari. Dopo aver "duellato" sul Ddl Concorrenza, ora l'attenzione si sposta sul Ddl Lavoro autonomo al quale ANDI sta cercando di fare inserire una norma che darebbe la possibilità agli Ordini di indicare tariffe sulla base degli standard minimi di qualità per le prestazioni cliniche.

Contro questa proposta si schiera Michel Cohen (nella foto), presidente ANCOD (Associazione Nazionale dei Centri Odontoiatrici) che dichiara: "La libera concorrenza è necessaria nel settore delle cure dentali, pervaso da poca trasparenza contabile e da un livello di prezzi il più alto d'Europa che porta danni alla salute degli italiani".

"Un'eventuale insensata, definizione dei costi delle prestazioni da parte degli Ordini -continua- è contraria a ogni principio di concorrenza italiano o europeo e va nella direzione opposta alla liberalizzazione. Tornando indietro di 20 anni. La definizione di prezzi non può di per sé definire uno standard di prestazione Ma lo è invece la qualità dei medici e dei materiali e le attrezzature utilizzate, per i quali servono investimenti ormai importanti".

"Tutto questo -prosegue Cohen- come già accaduto con alcuni emendamenti proposti ma poi rigettati nel Ddl Concorrenza mina la libertà del mercato nel settore a solo svantaggio dei cittadini. Tale tentativo altro non è che l'emanazione di un interesse corporativo su basi pretestuose, poiché controllando i prezzi l'ordine eliminerebbe la concorrenza".

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