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20 Luglio 2016

Appalti truccati in Lombardia: Longo e Rizzi patteggiano, la Canegrati rinviata a giudizio. Ma la vicenda ha segnato anche chi non era direttamente coinvolto: la storia del laboratorio Wisil


Si conclude con il patteggiamento la vicenda giudiziaria dell'ex Sen. Fabio Rizzi e del suo braccio destro, Mario Longo (nella foto), in merito allo scandalo degli appalti per le cliniche odontoiatriche in Lombardia. Il giudice di Monza ha accolto questa mattina la richiesta di patteggiamento di quasi tutti gli imputati tra cui Rizzi e Longo. I due sono stati condannati rispettivamente a due anni di reclusione, solo Longo godrà della condizionale in quanto Rizzi ha un precedente per omicidio colposo (almeno secondo quanto riportano le agenzie), ed al pagamento rispettivamente 70 e 180 mila euro.

Tra gli esclusi dal patteggiamento l'imprenditrice monzese dell'odontoiatria Maria Paola Canegrati che è stata rinviata a giudizio, il processo si aprirà il 6 ottobre prossimo.

Se la vicenda giudiziaria si sta chiudendo rimangono aperti molti strascichi che lo scandalo ha aperto, come quanto accade al laboratorio odontotecnico Wisil di Milano: 85 dipendenti, contratti con aziende pubbliche e studi odontoiatrici privati in tutta Italia.

"Da quando siamo stati associati al nome della Canegrati fatichiamo a trovare nuovi contratti perchè le aziende, sia pubbliche che private, ci guardano con sospetto pensano a qualche nostro coinvolgimento. Se stiamo a vedere anche noi siamo parte lesa nella vicenda", racconta ad Odontoaitria33 Roberta Tonesi titolare del laboratorio Wisil Lattor.

Un laboratorio che, ci spiega, era fornitore di dispositivi protesici alle cliniche del Gruppo Canegrati ma che non è mai stato coinvolto nella gestione delle società del Gruppo.

"Paola fino al 2002 è stata una nostra dipendente, era la responsabile commerciale con il compito di coordinare i nostri rappresentanti e seguiva direttamente i clienti istituzionali come le cliniche e le Asl", continua la signora Tonesi che racconta come nel 2002 la Canegrati si sia licenziata per andare a lavorare per un laboratorio concorrente e poi aprire le sue società.

"Il rapporto che avevamo con le sue aziende era esclusivamente come laboratorio fornitore a seguito della vittoria delle gare d'appalto a cui avevamo partecipato, anni fa avevamo delle piccole quote in alcune società della Canegrati che però abbiamo venduto nel 2014. Ho scoperto dalla stampa di essere indagata ma non ho mai ricevuto avvisi di garanzia o nessuno si è presentato per chiedermi qualche cosa. Un ingiusto coinvolgimento che ora stiamo pagando a caro prezzo e che mette a rischio molti posti di lavoro".

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