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31 Gennaio 2012

Società tra professionisti e tracciabilità dei pagamenti: pollice verso dai dentisti

di Norberto Maccagno


I dentisti (65,10%) non hanno gradito la norma sulla possibilità di creare società tra professionisti (possibilità per ora solo sulla carta in attesa dei decreti attuativi previsti per giugno) con soci di capitale; anche se il 45,8% valuterebbe la possibilità di entrare in queste società. Questo uno dei risultati dei due sondaggi realizzati dal Servizio Studi Andi tra dicembre e gennaio, che hanno cercato di indagare come il dentista italiano si ponga di fronte alla crisi e ai nuovi scenari che potranno nascere, a fronte delle ultime riforme, liberalizzazioni su tutte.
Particolarmente contrari alle società tra professionisti gli odontoiatri di sesso maschile con età tra i 46-55 anni, mentre quelli (15,7%) d'accordo con la norma sono in prevalenza donne con una età sotto i 35 anni.

Tracciabilità
A fronte delle nuove norme sulla tracciabilità i dentisti italiani sono equamente divisi nell'indicare quale sia la soglia oltre la quale dovrebbe diventare obbligatorio l'uso del contante: 1000 euro per il 28,6%, 2000 euro per il 21%, 3000 euro per il 28,3%, oltre i 3000 per il 22,1%.

Liberalizzazioni
Se guardiamo i dati della ricerca sul gradimento da parte dei dentisti delle liberalizzazioni, sapendo che da anni i dentisti già operano in un settore di fatto liberalizzato, senza un tariffario di riferimento, dove non esiste nessuna limitazione all'esercizio professionale - cosa dimostrata dal basso rapporto tra il numero dei potenziali clienti e quello degli esercenti l'odontoiatria - ci accorgiamo che le risposte sono state condizionate più dagli obiettivi che il Governo si è posto con l'approvazione delle norme, piuttosto che dagli effetti che queste avranno sulla professione odontoiatrica.
Infatti, nonostante, di fatto, nessuna norma approvata incida sull'esercizio professionale dell'odontoiatra, il 51,5% dei dentisti italiani intervistati ritiene che le liberalizzazioni, quindi l'aumento della concorrenza, porterà un ulteriore abbassamento dei prezzi. Il 45,3% dei dentisti è convinto che l'eliminazione delle tariffe minime porterà un peggioramento dell'esercizio della professione in particolare per i giovani.
Il 51,5% degli intervistati ritenere, poi, che la maggior concorrenza incentivata dal decreto sulle liberalizzazioni comporterà un abbassamento delle tariffe, mentre il 33,8% è certo che non cambierà nulla.
Secondo il sondaggio il 68,87% dei dentisti è in disaccordo con le varie norme approvate in questi mesi in tema di liberalizzazione e riforma degli Ordini. A essere "molto in disaccordo" sono in prevalenza gli odontoiatri con una età tra i 46-55 anni, di sesso maschile con uno studio medio piccolo ubicato in una zona del Nord-Ovest d'Italia.

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