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27 Settembre 2016

Comunicare la sanità, medici, dentisti e giornalisti a confronto. Dall'evento di Napoli la necessità di una maggiore collaborazione


Nell'era della comunicazione e dove tutti "informano" e si scambiano notizie, spesso senza approfondirle o ancor peggio verificarle, l'Ordine dei Medici ed Odontoiatri di Napoli e quello dei giornalisti con la collaborazione dall'Associazione Mogli medici italiani, hanno voluto organizzare un momento di confronto per dare indicazioni ma anche per evidenziare le criticità nel rapporto che nasce tra chi deve comunicare una notizia, il giornalista, e chi dovrebbe aiutare i lettori a capirla, il medico.

Una mattinata intensa ed interessante in cui si sono dati utili consigli ma non si è voluto nascondere le criticità che sono state analizzate cercando di porvi rimedio, come ha ricordato il presidente CAO di Napoli Sandra Frojo.

Ai giornalisti il richiamo al non cercare la notizia a tutti i costi, ricordando che quando si parla di salute non si può alimentare false speranze o dar indicazioni sbagliate. Se si informa di un nuovo metodo per la cura del tumore, ha raccontato Giuseppe Del Bello di La Repubblica, si deve essere sicuri che il metodo sia già validato ed a disposizione del paziente altrimenti si creano false aspettative. Facile poi ricordare i casi Stamina e Di bella.

Ma anche i medici hanno le loro responsabilità e devono sapere raccontare la salute dando le informazioni utili il paziente e non quelle che gratificano il professionista.

Tra i motivi di approfondimento quello avanzato dal presidente OMCeO di Napoli Silvestro Scotti che ha ricordato che quando si parla di malasanità si deve fare capire, chiaramente, di chi sono le responsabilità: di chi ha organizzato il servizio di assistenza oppure di chi cerca di curare il paziente.

E proprio sulla necessità che medici e giornalisti comunichino secondo principi ed obiettivi comuni in funzione della corretta informazione al cittadino, Luciano Fassari (Quotidianosanità) ricorda come da tempo non solo si parli di aggiornare la Carta di Torino (documento che guida deontologicamente giornalista e medico) ma di dare regole comuni a queste due professioni, oltre a regolamentare l'informazione della salute soprattutto su social e web.

E proprio sulla deontologia ha puntato la comunicazione del direttore di Odontoiatria33 Norberto Maccagno, che ha cercato di fare capire come proprio in odontoiatria la comunicazione influisca sulla scelta della terapia da parte del paziente e come le terapie proposte dall'odontoiatra per curare una patologia (ad esempio un dente compromesso) possano essere varie ed altrettanto valide, ma con costi differenti. Maccagno ha fatto l'esempio tra una cura che tende a recuperare un elemento compromesso oppure la scelta di estrarlo e sostituirlo con impianti e corone.

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