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10 Ottobre 2016

Autorizzazioni sanitarie, mercoledì il TAR si pronuncia sull'Accordo Stato-Regione. La richiesta di sospensiva è stata presentata da un singolo dentista ed è supportata da AIO


L'accordo Stato Regioni sulle autorizzazioni sanitarie per gli studi odontoiatrici approda mercoledì 12 ottobre davanti al Tar Lazio che si dovrà pronunciare sulla richiesta di sospensiva del provvedimento richiesto dal dott. Emilio Archetti (nella foto), libero professionista in Brescia.

Il dott. Archetti da sempre sostiene che gli studi odontoiatrici non devono richiedere l'autorizzazione e per questo si era battuto in prima persona quando, nel 2004, i Nas gli avevano fatto chiudere lo studio e denunciato penalmente.

Questione risolta nel 2006 quando il tribunale di Brescia gli diede ragione e facendo decadere ogni accusa.

Ora il dott. Archetti torna per le vie legali presentando ricorso al Tar contro l'Accorso approvato dalla Conferenza Stato Regioni lo scorso giugno e chiedendo la sospensiva.

"La mia è una battaglia per fare sostenere quello che dice la legge", dice ad Odontoaitria33 il dott. Archetti.

L'art. 8 ter d.lg. 19 giugno 1999 n. 229 (c.d. decreto Bindi), spiega il dott. Archetti, non indica l'obbligo di autorizzazione tutti gli studi odontoiatrici ma solo quelli che adottino procedure di particolare complessità e solo queste strutture dovranno adottare i requisiti minimi (strutturali, tecnologici e organizzativi) che vengono fissati dalla Conferenza permanente dei rapporti tra Stato e Regioni mentre a queste ultime è riservata la sola regolamentazione delle modalità applicative".

Regole che, peraltro, nel documento approvato, neppure vengono stabilite estendendo di fatto all'obbligo autorizzativo tutti gli studi odontoiatrici".

La strada corretta, ricorda Archetti, è quella seguita dalla Regione Lazio che ha elencato tutte le pratiche svolte dallo studio odontoiatrico individuando quelle che vengono ritenute di particolare complessità.

A sostenere la battaglia legale del dott. Archetti, anche per dargli un peso "politico" in modo che non sia individuata come un'iniziativa di un singolo, si schiera l'AIO che con i propri legali si presenterà mercoledì entrando ad adiuvandun sulla questione.

"AIO da sempre contesta il documento approvato dalla Stato-Regioni", dice il presidente AIO Pierluigi Delogu. "Politicamente stiamo lavorando per cercare di fare modificare il documento e l'azione del collega Archetti, al di là degli eventuali pronunciamenti legali, servirà sicuramente a sensibilizzare le istituzioni sul tema".

Contro il documento anche ANDI aveva presentato ricorso al Tar ma non aveva ravvisato gli estremi per poter vedere riconosciuta la sospensiva.

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