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06 Febbraio 2017

"No more dental fear" per l'elaborazione delle linee guida contro la paura del dentista. Continuano le riunioni ministeriali


In Italia le tecniche di prevenzione e trattamento odontoiatriche sono in continua evoluzione. Tuttavia sembra che la paura del dentista rimanga una costante del lavoro quotidiano del dentista, ne ha anche parlato recentemente la prof.ssa Maria Grazia Cagetti su Odontoiatria33.

Dal 2015 è attivo presso il Ministero della Salute il progetto "No more dental fear" che vuole rendere "scientifica", e in quanto tale standardizzata, la strategia di intervento sul piccolo paziente.

Il Progetto pone il proprio focus sui bambini di età compresa tra i 4 e i 10 anni.

I dati epidemiologici indicano che in Italia un bambino su quattro ha timore del dentista . Si tratta quindi di un problema sociale assai diffuso e dalle enormi ricadute sia economiche che sociali. Infatti, chi ha paura del dentista rinuncerà alla visita periodica odontoiatrica o all'eventuale trattamento, avendo molto probabilmente necessità di cure più invasive in seguito, alle quali tuttavia non si sottoporrà sempre per paura.

Ma come ci si deve comportare con questo cospicuo numero di bambini che si presenta alla nostra osservazione? E come il Progetto Ministeriale può fare un po' di luce a riguardo?

Il prof. Stefano Cianetti, il dott. Luigi Paglia e il prof. Roberto Gatto (nella foto con il Gruppo di lavoro), in rappresentanza rispettivamente di Umbria, Lombardia e Abruzzo, coordinano un Gruppo di esperti che stanno fornendo il loro contributo a livello nazionale per combattere il fenomeno della "Dental fear". del progetto fanno parte infatti anche ricercatori dell'Istituto Mario Negri e di altre Università Italiane.

Il Progetto si pone l'obiettivo di esaminare in modo sistematico le scale di misurazione della paura del dentista nel bambino presenti in letteratura, in modo da determinare le metodiche di intervento standardizzate più adatte al livello di compliance del piccolo paziente.

Grazie alla compilazione di queste scale di misurazione da parte del bambino e del genitore, il clinico potrà già avere un'idea di quale strategia di intervento adoperare. Le opzioni sono diverse e spaziano dall'approccio psicologico comportamentista o psicodinamico che sia all'impiego di tecniche mininvasive di intervento (laser, ozono, ART...) sino nei casi più irriducibili al trattamento farmacologico (sedazione entrale e parenterale , analgesia relativa secondo Langa con protossido d'azoto, anestesia generale...).

È proprio questo che viene richiesto al Progetto ministeriale: elaborare e implementare un protocollo integrato proponendo così un modello operativo trasferibile sull'intero territorio nazionale.

"I dati -commentano i referenti- sono ancora in via di elaborazione ma il gruppo è ben affiatato e aspettiamo a breve i risultati della ricerca : la più recente riunione di coordinamento del Gruppo di lavoro si è svolta venerdì 3 febbraio a Roma. Grazie anche al Ministero della Salute si intravede quindi un futuro con bambini senza paura del dentista e con sorrisi più sani".

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