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20 Dicembre 2017

Sanzioni per strutture senza direttore sanitario unico. ANDI pressa il Ministero per la pubblicazione del Decreto che fissa le regole e propone l'adozione di un nulla osta da parte dell'Ordine


In questa corsa contro il tempo per capire quali provvedimenti verranno approvati prima della fine della legislatura arriva anche l'allarme di ANDI che ricorda al Ministro Lorenzin l'emanazione del Decreto previsto dal Ddl Concorrenza per definire le sanzioni per le strutture che non adottano un direttore sanitario unico come previsto dalla legge.

ANDI ricorda che è scaduto il termine dei 90 giorni (la legge è entrata in vigore il 29 agosto scorso) entro i quali il Ministero della Salute avrebbe dovuto emanare il decreto in cui vengono definite le modalità di applicazione della sanzione -la sospensione delle attività- per la struttura che non rispetta l'obbligo del direttore sanitario unico. Decreto che potrà certamente essere emanato dal prossimo Ministro ma, con le elezioni alle porte, se ne parlerà non prima di quest'estate.

E proprio per i tempi che rischiano di dilatarsi il presidente ANDI Gianfranco Prada (nella foto), in un articolo pubblicato oggi sul quindicinale associativo on line, porta l'attenzione sui possibili rischi che il vuoto legislativo potrebbe portare in quanto, ricorda, la norma indica che il mancato rispetto dell'obbligo comporta la sospensione "dell'attività della struttura" ma non indica per quanto tempo.

"Un vuoto normativo che deve essere colmato al più presto anche a garanzia delle strutture odontoiatriche che già dal 29 agosto devono dotarsi di direttore sanitario esclusivo", dice il presidente Prada ricordando come in assenza di norme che indichino chiaramente il tipo di sanzione da applicare, le stesse saranno a discrezione di chi controlla che deve sospendere l'autorizzazione sanitaria, come chiaramente dice la Legge, ma per il periodo che l'autorità di controllo deciderà di indicare, mancando una indicazione normativa. "Quindi si creeranno disparità interpretative sul territorio italiano", prevede Prada.

Presidente ANDI che va oltre al singolo appello e "suggerisce" al Ministro di inserire nel Decreto non solo me modalità della sospensione dell'attività della struttura ma "tutte quelle indicazioni che oggi mancano per regolamentare la nomina del direttore sanitario a cominciare dall'obbligo per le strutture di comunicare all'Ordine il nominativo e la data di incarico, o revoca, del direttore sanitario adottato e l'obbligo da parte delle OMCeO provinciali di tenere un elenco e rilasciare un nulla osta al direttore sanitario da consegnare all'Ufficio di Sanità pubblica che certifichi che quel professionista non ha altri incarichi, magari in strutture di altre provincie e regioni".

Prada che si auspica una maggiore collaborazione tra uffici provinciali del Registro Imprese e le stesse OMCeO, motivandola con il fatto che "se gli Ordini non sanno quando vengono costituite le società o i poliambulatori come si può fare a sapere se queste si sono dotate di un direttore sanitario unico". E per ovviare a questo Prada propone di inserire nel Decreto anche l'obbligo di per la proprietà della struttura odontoiatrica di richiedere un "una sorta di benestare da parte dell'Ordine da allegare alla domanda per ottenere l'autorizzazione sanitaria".

Infine, rimarcando come la "guerra" tra catene e ANDI non sia affatto attenuata, Prada informa che "Come associazione ci attiveremo al più presto a livello territoriale invitando le ASL a controllare le varie strutture al fine di verificare se la legge è stata rispettata e queste si siano dotate di un direttore sanitario esclusivo".

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