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01 Febbraio 2018

Telemedicina anche nel settore odontoiatrico. Dalla Sicilia una soluzione innovativa per prevenire il cancro orale


Nasce in Sicilia "una piattaforma di telemedicina che permette alle unità operative di oncologia della Sicilia una serie di nuove soluzioni con cui il paziente può usufruire di una televisita o di un teleconsulto con notevoli vantaggi per il singolo e per gli specialisti". A illustrarla è la prof.ssa Giuseppina Campisi (nella foto) -Ordinario Medicina orale presso l'Università di Palermo- durante il 5° Congresso dell'Istituto Stomatologico Toscano che ha avuto come tema quello della patologia orale: un approccio pratico per identificare una serie di indicazioni concrete per la pratica di tutti i giorni.

Che la telemedicina velocizzi notevolmente la diagnosi attraverso immediati rapporti tra diversi operatori sanitari è un fatto consolidato. Il paziente ottiene molteplici benefici, poiché con un clic può consultare da una banca dati un medico specialista di qualsiasi disciplina e di ogni area geografica.

A differenza di altri campi, l'odontostomatologia non utilizza questo strumento e l'esperimento siciliano è tra i primi ad essere attivati nel nostro Paese. "Questo modello siciliano -ha illustrato la professoressa Campisi- propone una forma di telemedicina applicata all'oncologia e in particolare al cancro orale, che in Italia colpisce circa 4 persone ogni 100mila abitanti, e alle lesioni orali di pazienti ammalati di altre neoplasie". "Con questo Piano Sanitario Nazionale siamo i primi ad aver sviluppato una piattaforma di telemedicina che permette alle unità operative di oncologia della Sicilia una serie di nuove soluzioni al servizio di strutture dove non sono previste unità di personale dedicate alla medicina orale" speiga la professoressa Giuseppina Campisi. "Grazie a questa piattaforma (sviluppata con fondi del Piano Sanitario Nazionale per l'Assessorato Regionale alla Salute), il paziente potrà fruire di una "televisita in diretta" con lo specialista negli slot orari concordati; altrimenti, questi stessi specialisti possono fornire un "teleconsulto in differita", una visita digitale mediante le foto cliniche, scatti e video del paziente, oltre ad eventuali altri referti o imaging". Il paziente guadagna così in termini di tempo con una logistica di gran lunga semplificata e velocizzata, mentre gli ambulatori non si affollano; si risparmia tutto il tempo del ritardo diagnostico, con la struttura che prenota direttamente uno slot e il paziente che non ha più necessità di recarsi nelle strutture ospedaliere per la visita. "Altro risultato importante della piattaforma è l'alleanza terapeutica, in quanto conduce all'interdisciplinarietà" aggiunge la professoressa Campisi. "Il sapere integrato e il lavoro in team, specie in oncologia, riescono a raggiungere la migliore diagnosi e il migliore trattamento, senza pensare alla qualità di vita migliore del paziente e del caregiver".

La piattaforma è già attiva in Sicilia occidentale e stanno partendo le convenzioni anche per la parte orientale.

Tra le forme tumorali messe sotto osservazione, particolare attenzione è riservata al carcinoma squamocellulare nei pazienti giovani, legato all'abuso di alcolici e di fumo di sigaretta in entrambi i sessi, e, nel caso dell'HPV (per il cancro orofaringeo e tonsillare), legato a pratiche sessuali a rischio, come elevato numero di partner e inizio precoce di rapporti sessuali completi; alta l'attenzione anche per lesioni orali associate ai farmaci antineoplastici. La piattaforma siciliana rappresenta un esperimento inedito per l'Italia e per questo un modello esportabile anche in altre regioni: esempio di un Meridione produttivo e propositivo.

La salute del cavo orale è sempre più al centro dell'attenzione per le numerose patologie che provoca. "L'intenzione è quella di analizzare i rapporti delle infezioni orali con le malattie sistemiche e contestualmente dare chiare indicazioni per la diagnosi e il trattamento delle patologie orali più frequenti, in particolare quelle infiammatorie e quelle neoplastiche" ha sottolineato il prof. Ugo Covani, Direttore dell'Istituto Stomatologico Toscano.

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