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22 Febbraio 2018

Linee guida anti contenziosi, decreto vara comitato organizzativo che le pubblicherà


L'Italia si dota di un sistema nazionale di linee guida, con un organismo per accettarle nell'"empireo" delle regole che tolgono il medico dai guai in caso di contenzioso, e un sito per accoglierle con il contributo di società scientifiche accreditate. L'ok sul decreto del Ministero della Salute non c'è ancora, la conferenza delle regioni vorrebbe più rappresentanti e non uno solo - il coordinatore degli assessori salute - nel comitato strategico preposto a gestire il sistema, ma per il resto la strada tracciata nel 2004 con l'accenno a un sistema linee guida nazionale e lo scorso anno con la legge sulla sicurezza delle cure, è ora percorribile.

La legge 24 agli articoli 5 e 6 prevede la non perseguibilità penale del medico o del sanitario che si attengano alle raccomandazioni previste dalle linee guida elaborate da enti ed istituzioni pubbliche e private e da Società scientifiche o associazioni tecnico scientifiche iscritte ad un apposito elenco istituito con decreto dello scorso agosto. Peraltro, il sanitario non è perseguibile solo in caso di imperizia e fatte salve le specificità del caso concreto. Inoltre, il decreto che detta i criteri d'ammissione delle società scientifiche nell'elenco non è conclusivo, solo in autunno si è ad esempio sostituita la soglia minima del 30% di rappresentatività indispensabile per entrare in elenco con una più generica "adeguata rappresentativitaÌ nella disciplina o specializzazione o area o settore di riferimento". Le società scientifiche "rappresentative" inseriranno nella piattaforma "Sistema nazionale linee guida" gestita dall'Istituto superiore di sanità la proposta che intendono avanzare od eventuali aggiornamenti, indicando titolo, argomento, contenuti e destinatari; entro 30 giorni l'ISS deciderà se ammettere o no la proposta ad un percorso di valutazione. L'ammissione avverrà tenendo conto di quanto quella specifica area è già coperta da linee guida, di quanto non si disponga di linee guida concomitanti e di altre sette priorità di cui dovrà tenere conto il comitato strategico che gestirà il sistema e cioè: l'impatto epidemiologico delle patologie sulla salute degli italiani; la variabilità delle pratiche professionali non giustificate da evidenze disponibili; la diseguaglianza di processi ed esiti assistenziali; i benefici potenziali traibili in funzione dell'introduzione della linea guida; il tipo e la qualità delle evidenze disponibili; il rischio clinico elevato; infine, le istanze sociali e i bisogni percepiti dalla popolazione.

Il comitato strategico a sua volta sarà guidato dal Presidente ISS e avrà per componenti il direttore generale del Centro nazionale per l'eccellenza clinica dell'ISS, quattro direttori di dipartimento del ministero della Salute (Programmazione, Prevenzione, Ricerca, Professioni), i direttori generali di Agenas ed Aifa e il coordinatore degli assessori, ma qui le Regioni chiedono altri rappresentanti. Di volta in volta questo comitato potrà consultare esperti e associazioni dei cittadini, federazioni ordinistiche dei sanitari, persino società scientifiche fuori dall'elenco. Ma torniamo all'iter delle "nostre" linee guida: entro 15 giorni l'Iss, dopo aver deciso, comunicherà l'ammissione o meno al percorso di valutazione. La pubblicazione sul sito sarà possibile previa verifica della conformità della metodologia adottata a standard definiti e resi pubblici dallo stesso ISS e della rilevanza delle evidenze scientifiche dichiarate a supporto delle raccomandazioni. Una volta consultabili nel punto d'accesso ISS, le linee guida verranno.

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