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13 Aprile 2018

Turismo odontoiatrico, fenomeno globale

Una ricerca neozelandese ha cercato di individuare le principali cause d’insuccesso


Il turismo odontoiatrico è un fenomeno che interessa i principali paesi industrializzati del Mondo. Stando a recenti dati, ogni anno circa 50.000 pazienti dal Regno Unito cercano cure dentistiche all'estero. Tra le motivazioni, ovviamente, la ricerca di cure a tariffe più economiche ma anche quello di abbinare la cura odontoiatrica ad una vacanza in un posto gradevole, almeno questo avviene per molti pazienti degli Sti Uniti ed anche quelli della Nuova Zelanda che si rivolgono prevalentemente a dentisti residenti in Asia: Tailandia (90%) principalmente.

Una ricerca dell’università di Ontago, nella terra dei Kiwi, ha cercato di analizzare i problemi riscontrati dai pazienti una volta tornati a casa. Ricerca pubblicata su Tourism Management dal professore Brent Lovelock del Dipartimento del turismo, dal dott. Kirsten Lovelock del Dipartimento di salute pubblica e dal professore di odontoiatria Karl Lyons.

La ricerca ha sondato 337 dentisti neozelandesi che avevano avuto almeno una vota modo di visitare pazienti che si erano sottoposti a cure all’estero, in quanto necessitavano di cure correttive. I principali problemi rilevati dai dentisti erano causati dalla mancanza di controlli dalle cure effettuate, prevalentemente protesiche ed implantologiche, ma anche la mancata pianificazione dell’intervento, spesso eseguito in tempi troppo ridotti.

"I pazienti non sono consapevoli della scarsa qualità del lavoro che ricevono e della differenza nello standard di cura rispetto all'odontoiatria neozelandese”, sottolinea un dentista coinvolto nella ricerca. “Sono spesso trattati con cure non necessarie ed in modo non appropriato con danni irreversibili”.

Mentre circa la metà dei dentisti coinvolti nella ricerca riconosce che il turismo dentale consente di accedere alle cure a costi ridotti, il 6% ritiene che le cure all’estero migliorino la salute orale dei pazienti, mentre (ovvio) solo l’1,9% consiglierebbe ai propri pazienti di andare a curarsi all’estero.

Per il presidente della New Zealand Dental Association, David Crum, il turismo odontoiatrico riguarda una minima parte dei neozelandesi ed i rischi per la salute sono per lo più “legati alla necessità di eseguire rapidamente la riabilitazione e dal fatto che a curarlo sia un professionista sconosciuto al paziente”. L’Associazione ritiene che le cure più efficaci siano quelle in cui si istaura “una relazione di assistenza a lungo termine con un dentista che soddisfi gli standard obbligatori previsti in Nuova Zelanda”.

Sul fronte concorrenzail 15% dei dentisti intervistati ha dichiarato di ritenere che il turismo odontoiatrico abbia un impatto negativo sull’economia del proprio studio mentre il 6% ritiene che aumenti il numero di pazienti visto che quelli curati all’estero hanno poi necessità di successivi interventi.  

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