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16 Luglio 2018

Normativa sui rifiuti a Roma.

Ricorso AIO Roma contro il nuovo regolamento TARI


Ritorna nella Capitale la questione della tassa dei rifiuti per gli studi odontoiatrici. A sollevare la quesitone è l’AIO di Roma che attraverso il suo presidente, dott. Giovanni Migliano (nella foto), ha presentato ricorso al Presidente della Repubblica contro il nuovo Regolamento TARI, la Tassa sui Rifiuti, emanato dal Comune di Roma a fine marzo. 

“La Legge di stabilità 147/2013 –spiega il presidente Migliano- aveva affermato che in un luogo di lavoro le superfici da esentare dalla tassa comunale sui rifiuti fossero quelle in cui risultasse una produzione prevalente (e non più esclusiva) di rifiuti speciali, non assimilabili agli urbani e quindi necessitano uno smaltimento a parte. Come tutti ben sanno, prima di aprire uno studio si deve necessariamente presentare il contratto con la ditta che gestirà i rifiuti medici”. 

A Roma, ricordano da AIO, finora la norma non era stata recepita, in quanto mancava da anni un nuovo Regolamento. 

“L’esenzione era totale solo nella parte dedicata alla sterilizzazione –ricorda il presidente Migliano- il che normalmente è ininfluente rispetto all’area totale dello studio, e limitata al 30% nelle zone cliniche. Finalmente a fine 2017 il Comune ha preso in mano la situazione e AIO Roma è stata convocata in Comune, dove, davanti ai rappresentanti dell’Assessorato del Bilancio e dell’Ambiente, e al Presidente AMA, la locale agenzia dei rifiuti, ha presentato le sue ragioni, confortata anche da una sentenza di qualche giorno prima, in cui un collega di Roma vinceva la causa contro il Comune, condannato a restituire 5 quote annuali TARI, pari a circa €14000”.  

Essendo circa 5.000 i dentisti nella Capitale, era ovvia la dimensione di una possibile e altamente probabile “class action” in tal senso. Nonostante le più ampie rassicurazioni in merito, continua la nota AIO, il 30 marzo è stato emanato il nuovo Regolamento che “disciplina” il settore dei rifiuti speciali, livellando l’esenzione per tutte le categorie a un arbitrario 15% forfettario sul totale dello spazio di lavoro “nell’obiettiva difficoltà di delimitare le superfici ove tali rifiuti si formano”. In questo mare magnum si ritrovano anche gli “ambulatori medici e odontoiatrici”. 

“A prescindere dal fatto che non è stata fatta alcuna distinzione tra studio e ambulatorio conclude Migliano- tutti gli odontoiatri per iniziare l’attività devono necessariamente presentare una piantina asseverata con la destinazione d’uso di ogni locale, e questa va in copia a Regione, ASL, Comune e AMA”.  

Ma i dentisti non fanno parte delle categorie in cui non si possa delimitare con certezza l’area dove si producono rifiuti speciali e per questo il presidente AIO Roma Giovanni Migliano “ha deciso di provvedere come Associazione di categoria a tutela del libero professionista”. Adesso la parola passa ai Membri del Consiglio di Stato, al MEF e al MISE. “I tempi sarannoLunghi –avvertono da AIO- ma un eventuale pronunciamento favorevole avrà ovvie ripercussioni per la categoria non solo su Roma ma su tutti Comuni d’Italia”.

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