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18 Settembre 2018

Stangata della Corte dei Conti a dentista Calabrese collaboratore dell’ASP

Dovrà risarcire con 300 mila euro per non aver rispettato l’obbligo di esclusiva


Un dentista di Lamezia Terme dovrà risarcire con 292.986,53 euro l’ASP di Catanzaro. A condannarlo con sentenza di primo grado la Corte dei Conti che avrebbe ritenuto colpevole il dentista di aver esercitato la professione in forma privatistica in uno studio odontoiatrico privato pur avendo un contratto di esclusività con l’ASP.

Secondo quanto riporta la stampa locale il dentista “avrebbe percepito dall’Asp, ignara dell’attività extramoenia svolta negli anni compresi tra il 2007 e il 2017, l’indennità di esclusività, la retribuzione di posizione, più il 50% dell’indennità di risultato, per il complessivo importo di 213.594,53 euro”.

Sempre secondo quanto riportato dalla stampa, dalle indagini condotte dalla locale Guardia di Finanza sarebbe emerso che il dentista, nonostante avesse un contratto di esclusività con l’ASP aveva avviato uno studio odontoiatrico privato, “peraltro sembra sconosciuto al fisco, in cui lavorava, in nero,  una segretaria”.

Medico che alla notizia della condanna ha dichiarato alla stampa che:” la sentenza non è definitiva; nessun danno è stato arrecato all’ Asp, tant’è che non si parla di assenteismo sul posto di lavoro (elemento di per sé dannoso per le casse dello stato) ed infatti le presunte prestazioni si sarebbero svolte solo al di fuori dell’orario lavorativo; descrivere uno studio dentistico regolarmente registrato all’Ordine dei medici da circa 30 anni come “un appartamento allestito a studio odontoiatrico” mi sembra quanto meno offensivo; cosa più importante in assoluto, il sottoscritto ha presentato regolare domanda di autorizzazione per lavorare in extramoenia ma sembra che questa richiesta non sia stata protocollata”.

Sulla base di questo ultimo chiarimento, informa Il Corriere della Calabria il dentista proporrà ricorso contro la sentenza.  

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di Norberto Maccagno


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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