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28 Settembre 2018

Contrastare l’autocura anche in odontoiatria

Dal SUSO l’appello: serve un lavoro comune per tutelare la salute dei cittadini


I rischi dell’autodeterminazione alle cure dei pazienti è un problema che con il dilagare dei nuovi media sta trasformandosi da questione di costume a vero e proprio problema di sanità pubblica. Anche in odontoiatria la volontà dei cittadini di trovare su Internet, o tramite Internet, soluzioni che baipassino la figura dell’odontoiatra sta interessando sempre più persone. Il caso del kit per farsi realizzare un allineatore trasparente è la dimostrazione.

Per fare il punto sul problema, e dare anche una maggiore evidenza mediatica sui rischi per la salute dei cittadini derivanti dall’autocura, il SUSO, in collaborazione con L’Ordine dei medici chirurghi ed odontoiatri di Roma, ha organizzato -oggi 28 settembre- una tavola rotonda alla quale hanno partecipato esponenti ordinistici, del sindacato, dei consumatori, degli odontotecnici e delle aziende. Mercoledì se ne era parlato anche ad Uno Mattina.

Presenti oltre al Coordinatore dei presidenti provinciali del SUSO di Roma, prof. Raoul D’Alessio, hanno partecipato Antonio Magi presidente OMCeO Roma, Roberto Gianmarini per l’Ortec, Fausto Grossi (General Manager Invisalign Italia), Raffaele Iandolo (presidente nazionale CAO), Giuseppe Marzo (Componente Gruppo Tecnico Odontoiatria del Ministero della Salute), Pietro Di Michele (presidente nazionale SUSO), Laila Perciballi (Movimento Consumatori) ed il presidente CAO di Roma Brunello Pollifrone. Tavola rotonda moderata dal giornalista Massimo Boccaletti.

“Istituzioni, Ordine, Sindacati ed anche i Consumatori devono lavorare insieme per difendere e tutelare la salute dei cittadini”, ha ricordato il prof. Raoul D’Alessio. “Le logiche commerciali di alcune multinazionali stanno cercando di orientare i consumi dei pazienti anche verso le cure mediche”. “Nel caso del kit per l’ortodonzia –continua il Coordinatore SUSO- viene proposta una soluzione come cosmetica che fa a meno della diagnosi e verifica nel tempo dell’odontoiatra, mettendo a rischio la salute orale dei cittadini perché non è un prodotto cosmetico ma un vero e proprio dispositivo ortodontico”.

Rischi e complicanze che non sono sufficientemente conosciuti e considerati dai cittadini stessi, ricorda D’Alessio.Dalla tavola rotonda emerge la necessità di fare fronte comune, ognuno per la propria parte, per informare e sensibilizzare i cittadini e contrastare queste pratiche.

“Un’azione che come unico fine ha la tutela del paziente e non quella del settore”, chiarisce il prof. D’Alessio.Attraverso la CAO verrà chiesto al Ministero della Salute di vigilare e contrastare, anche con iniziative legislative, questi “spregiudicati modelli commerciali”, così come sta avvenendo in altri paesi europei.

Portando il suo punto di vista, Fausto Grossi, General manager di Ivisalign Italia (azienda del gruppo Align Technology che detiene una quota di minoranza della società che vende il kit per l’ortodonzia fai da te), ha dichiarato che la filiale italiana non realizzerà mai allineatori trasparenti senza una prescrizione medica e specialistica.    

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