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09 Novembre 2018

Il Centro era in attività ma l’autorizzazione sanitaria era stata revocata. A curare i pazienti anche un abusivo. Scoperto grazie all’azione della CAO di Ravenna


Presidente CAO Ravenna Giorgio PapalePresidente CAO Ravenna Giorgio Papale

Nonostante il Comune avesse revocato l’autorizzazione sanitaria per mancanza effettiva di direttore sanitario, lo studio lavorava ugualmente. A scoprirlo la CAO di Ravenna anche a seguito delle “incessanti” campagne pubblicitarie sul territorio.  

“Tutto è partito da una denuncia da parte della CAO di Padova nei confronti della catena IdeaSorriso, avente sede centrale a Padova e altre filiali in diverse città d’Italia”, spiega ad Odontoiatria33 Giorgio Papale (nella foto), presidente CAO Ravenna.
“Fra queste, la catena stava aprendo anche la filiale di Ravenna. I controlli hanno evidenziato che in tutte le strutture il direttore sanitario era sempre lo stesso, cosa vietata dalle attuali Leggi”.  

L’azione di denuncia delle varie CAO territoriali provinciali ha portato al cambio dei direttori sanitari in molte di queste sedi, ricorda Papale che informa. 

“Nella sede di Ravenna il cambio è risultato però in pratica solo sulla carta in quanto il direttore sanitario nominato, residente e iscritto all’Ordine di Napoli, non era presente nella struttura nella misura richiesta dalla normativa. Sembrava non conoscerla neanche e, convocato dal sottoscritto per parlare delle problematiche del centro da lui diretto, mi ha comunicato al telefono che riteneva inutile venire e fare un viaggio apposta solo per parlare con me, in quanto nella struttura non ci andava mai. In coordinamento con l’ASL e il Comune di Ravenna, dopo una serie di rinvii infinita in attesa che la struttura portasse la documentazione richiesta, ha finalmente portato all’effettiva revoca dell’autorizzazione”.  

Nonostante il provvedimento, la struttura ha continuato ad operare.

“Abbiamo verificato facendo prendere appuntamenti da persone a noi vicine che si sono poi recate nella struttura”, continua il presidente Papale. “Una volta appurato che lo studio continuava ad esercitare lo abbiamo segnalato al NAS che dopo aver svolto le indagini ha provveduto a segnalare gli illeciti alla Procura”. 

Durante il controllo i militari hanno scoperto che all’interno, a curare i pazienti, era anche un cittadino padovano di 54 anni privo di laurea.  

Oltre al finto dentista e ad un dentista bolognese che al momento del controllo dei militari lavorava nella struttura, è stata denunciata la titolare dell’Srl, la "Mingardi medica center srl" (informa la stampa locale), una 49enne di origini tedesche ma residente nel padovano, che dovrà rispondere di inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità. 

“Come Ordine siamo sempre in difficoltà nel riuscire a verificare non solo la presenza del direttore sanitario all’interno di questi Centri ma anche se questi svolgano la direzione in una sola struttura”, dice il presidente Papale. “Spesso sono iscritti ad Albi di altre Regioni ed i controlli diventano complicati e nel mentre la struttura, magari, lo ha sostituito con un altro. Serve una più stringente regolamentazione sulle Società che operano in odontoiatria con l’obbligo iscrizione all’Ordine così come il direttore sanitario dovrebbe poter assumere l’incarico solamente se iscritto all’Ordine della provincia dove la struttura esercita”. 

Papale che, dando la notizia dell’operazione del Nas sul proprio profilo Facebook, invita i pazienti “a fare attenzione a certi messaggi pubblicitari e a distinguere ciò che è informazione sanitaria da pura propaganda commerciale”. 

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