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04 Dicembre 2018

Pubblicità sanitaria, ecco il testo dell’emendamento passato in Commissione. La soddisfazione di ANDI e CAO

Nor.Mac.

Con il via libera da parte della Commissione Bilancio della Camera, l’emendamento dell’On. Boldi alla Legge Bilancio in tema di pubblicità sanitaria comincia la sua “corsa” verso l’approvazione.  

Questo il testo approvato

1. Le comunicazioni informative da parte delle strutture sanitarie private di cura e degli iscritti agli albi dei relativi Ordini delle professioni sanitarie di cui al Capo II della legge 11 gennaio 2018, n. 3, in qualsiasi forma giuridica svolgano la loro attività, ivi comprese le società di cui all'articolo 1, comma 153, legge 4 agosto 2017, n. 124, possono contenere unicamente le informazioni di cui all'articolo 2, comma 1, decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito in legge 4 agosto 2006, n. 248, funzionali all'oggetto di garantire la sicurezza dei trattamenti sanitari escludendo qualsiasi elemento di carattere promozionale o suggestionale, nel rispetto della libera e consapevole determinazione del paziente, a tutela della salute pubblica, della dignità della persona ed al suo diritto ad una corretta informazione sanitaria.  

2. In caso di violazione delle disposizioni sull'informativa sanitaria, gli ordini territoriali, anche su segnalazioni delle Federazioni, procedono in via disciplinare nei confronti dei professionisti o società iscritti e segnalano all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, per l'eventuale adozione dei provvedimenti sanzionatori di competenza. Tutte le strutture private di cura sono tenute a dotarsi di Direttore sanitario iscritto all'albo territoriale in cui hanno sede operativa entro centoventi giorni dalla data di pubblicazione della presente legge. 


Rispetto al testo presentato in Commissione, quello approvato è stato modificato eliminando il passaggio che prevedeva l’autorizzazione preventiva da parte dell’Ordine al quale rimane il potere di controllo e verifica del messaggio oltre a quello di sanzionare, se ritenuto non conforme, il direttore sanitario della struttura e segnalare all’AGCOM la violazione per provvedimenti sanzionatori di competenza (per esempio nei confronti della proprietà della struttura se questa non è iscritta all’Ordine).

In una nota Carlo Ghirlanda –presidente ANDI- indica come "La politica e quella parte della odontoiatria italiana che pone l’etica e la qualità al servizio del paziente, insieme, hanno affrontato e risolto il problema della pubblicità suggestiva in sanità”.  

“Ringrazio –continua Ghirlanda- la Sen. Silvana Andreina Comaroli e l’On. Rossana Boldi, unitamente alla Lega i cui componenti della XII Commissione della Camera dei deputati hanno tutti condiviso con la loro firma lo spirito dell’emendamento, per avere sostenuto con forza i diritti dei cittadini per la tutela di loro scelte consapevoli in sanità. Finalmente si leggerà pubblicità sanitaria con contenuti di pura informazione e senza i raggiri che tante volte hanno ingannato i cittadini italiani. Esprimo quindi grande soddisfazione e plaudo a quanto oggi deciso dalla politica italiana". 

Altrettanta soddisfazione la esprime il presidente CAO Raffaele Iandolo, che sottolinea come "finalmente la politica ha compreso l'importanza di analizzare la pubblicità dal punto di vista dei cittadini, laddove non è possibile equiparare i prodotti commerciali all'informazione sanitaria".  

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