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14 Gennaio 2019

CSO Vs ASO, la disputa passa per le vie legali. SIASO: ANDI ci ha diffidati dal “porre il dubbio” sull’esercizio abusivo

Nor. Mac.

Dopo l’annuncio da parte di ANDI della possibilità di assumere nello studio odontoiatrico una nuova figura professionale, quella del Collaboratore Studio Odontoiatrico ne è nato un dibattito che ha visto il SIASO (il sindacato delle ASO) schierarsi contro questa nuova figura. 

Figura del CSO spiegata in una intervista su Odontoiatria33 dal segretario sindacale ANDI Corrado Bondi.   

Il SIASO, che “esprime le perplessità per la nascita di questo nuovo lavoratore che non ha una formazione riconosciuta a livello statale e non è ben chiaro quali compiti reali possa avere, considerato che oggi vi è la presenza della figura dell’ASO disciplinata a livello statale”. 
Inoltre attraverso un comunicato stampa del dicembre scorso sottolineava che “chiunque ponga in essere attività che sono proprie dell’ASO, è a rischio di abuso di professione e di violazione dell’art. 348 del Codice Penale: e chi favorisce tale attività può essere considerato in concorso”. 

E sembrerebbe proprio è stato l’aver evidenziato questo “rischio”, a fare decidere ANDI di ricorrere le vie legali verso  SIASO chiedendo, “un risarcimento per danni all’immagine di 200.00 mila euro, oltre alla rettifica di quanto è stato scritto sul comunicato stampa”. Almeno secondo quanto riposta il Sindacato delle ASO in un comunicato stampa che riportiamo interamente sotto.  

Azione legale che per il sindacato delle ASO, “sembra” che ANDI “voglia fermare l’azione di SIASO Confsal, senza affrontare un dibattito aperto sull’evoluzione delle professioni e sulle norme alle stesse applicabili”. 

“Questo –continua la nota SIASO- non pare un comportamento corretto da parte del sindacato datoriale più rappresentativo: anziché infatti spiegarci perché hanno pensato di istituire una nuova figura, quali spazi pensano di farle ricoprire (che ovviamente non sconfinino in quello dell’ASO) e aprire quindi un dibattito trasparente e concreto sulle problematiche effettive della categoria, preferisce mandare diffide e chiedere danni”. 

Sotto il testo integrale del Comunicato Stampa inviato da SIASO

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