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15 Gennaio 2019

Tribunale chiude Centro odontoiatrico nel cosentino. Condannato abusivo e direttore sanitario che dovrà anche risarcire l’Ordine


I Carabinieri del NAS mettono i sigilli ad un Centro odontoiatrico sulla costa tirrenica risultante di proprietà della moglie di un falso dentista della zona già noto alle forze dell’Ordine. Coinvolta nella vicenda anche il direttore sanitario, una giovane dottoressa iscritta all’Albo.
Il Tribunale di Paola ha condannato, a seguito di patteggiamento, sia il falso dentista che la giovane dottoressa che prestava il suo nome concorrendo di fatto all’azione criminosa dell’abusivo.  

La direttrice sanitaria è stata condannata anche a risarcire l’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Provincia di Cosenza delle spese sostenute. L’Ordine che si era costituito parte civile.

Ringraziando gli uomini del NAS per la “costante collaborazione con l’istituzione ordinista, il presidente CAO di Cosenza Giuseppe Guarnieri (nella foto) dichiara: “Noi abbiamo l’obbligo etico e deontologico di dare queste informazioni sul fenomeno dell’abusivismo odontoiatrico, tipico italiano che non ha eguali nel mondo e che mina costantemente la salute dei cittadini. Esercitare abusivamente una professione protetta come quella odontoiatrica è un reato penale. I dati sul territorio nazionale sono preoccupanti; si stimano in Italia circa quindicimila falsi dentisti e la provincia di Cosenza non è esente dal fenomeno; numerosi i casi di abusivismo odontoiatrico scoperti a seguito di segnalazioni che pervengono al nostro Ordine non solo da parte di colleghi corretti, ma anche di semplici cittadini che, ignari, ma a volte anche consapevoli, si rivolgono a falsi dentisti subendo gravi danni iatrogeni spesso irreparabili a seguito di  prestazioni odontoiatriche effettuate  malissimo. Odontotecnici spregiudicati che estraggono e/o curano denti, che eseguono interventi di chirurgia implantare, che posizionano in bocca manufatti protesici incongrui, spesso, ahimè non vogliamo nasconderci, come nel caso succitato, con la complicità del vero dentista che, una volta scoperto dagli Organismi di controllo a prestare il proprio nome, subisce non soltanto un procedimento penale, ma anche una grave sanzione disciplinare consistente nella sospensione dall’attività. Questi comportamenti illegali screditano la nostra categoria, ecco perché l’Ordine ha deliberato di costituirsi sempre parte civile in tutti i procedimenti penali”. 

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