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15 Marzo 2019

Cosenza, dentista condannato per prestanomismo. Risarcimento record a paziente, CAO ed ANDI


Nel 2012 i militari del NAS, entrati a fatica (non gli aprivano la porta) nel suo studio a Cosenza avevano trovato a curare i pazienti un diplomato odontotecnico con una fantomatica laurea in odontoiatria a suo dire conseguita in Ucraina (ma non riconosciuta in Italia), la segretaria ed un altro odontotecnico, ma del dentista titolare dello studio nessuna traccia.  

Terminate le indagini i quattro vennero denunciati. L’iter giudiziario che seguì portò al decreto penale di condanna immediata nei confronti dell’odontotecnico con “laurea Ucraina” che, informa la stampa locale, non si oppose oltre essere già stato condannato precedentemente per lo stesso reato consumato in uno studio del trapanese ed avere altri procedimenti in corso. Decreto penale di condanna immediato comminato anche alla segretaria ed al titolare dello studio, contro il quale si sono opposti scegliendo il dibattimento davanti al giudice. Assolto invece l’altro odontotecnico che è risultato non aver commesso nessun reato. Giudice che nei giorni scorsi ha assolto la segretaria perché “non è stata provata la responsabilità penale al di là di ogni responsabile dubbio”, mentre ha condannato l’odontoiatra titolare dello studio a due mesi di reclusione (pena sospesa) per concorso in esercizio abusivo della professione.  

Odontoiatra condannato anche a risarcire (oltre le spese processuali) con 30 mila euro una paziente che si era costituita parte civile e 20 mila euro alla CAO di Cosenza ed altri 20 mila euro all’ANDI provinciale costituiti anche loro parte civile oltre spese legali . 

“Credo che mai sia stato previsto un risarcimento così alto ai danni di un dentista”, sottolinea ad Odontoiatria33 il presidente CAO Cosenza Giuseppe Guarnieri (nella foto).

“Sono soddisfatto che il Giudice abbia compreso le nostre istanze e, soprattutto, la gravità dei fatti emersi durante il dibattimento, giudicando pesantemente con una sentenza esemplare l’illecito commesso non solo dal finto dentista, ma anche dall’iscritto professionista. Attenderemo anche le motivazioni che il Giudice scriverà nella sentenza. Da tutta questa vicenda è emerso chiaramente che il dottore non solo affidava all’odontotecnico la cura degli ignari pazienti, ma soprattutto che da questa azione illegale ne erano derivati gravi danni agli stessi. Ora nei confronti dell’odontoiatra, nei prossimi giorni, la CAO inevitabilmente deciderà l’avvio di un procedimento disciplinare".

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