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15 Aprile 2019

CIPOOOCMF-ANPO rinnova le cariche sociali e si inserisce nel dibattito sui fondi sanitari integrativi


Presso la sede nazionale dell’ANPO di Roma il 12 aprile us. si è riunita la Giunta Esecutiva del Collegio Italiano dei Primari Ospedalieri di Odontoiatria, Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale (CIPOOOCMF-ANPO) per la tradizionale riunione primaverile nella quale, tra l’altro, si rinnovano le cariche del Collegio.

Presidente per l’anno 2019 è stato nominato il primario di chirurgia maxillo-facciale dell’Ospedale San Filippo Neri di Roma Domenico Scopelliti. Il dr. Scopelliti, Vice-Presidente della Fondazione Operation Smile Italia Onlus, organizzazione che si occupa di curare bambini affetti da palatoschisi,è professionista esperto nella chirurgia delle malformazioni del volto. In qualità di Vice Presidente è stato nominato Vincenzo Galioto, Direttore Unità operativa complessa di Odontostomatologia del C.T.O. dell’Azienda Ospedaliera di Palermo. 

Nel corso della riunione sono stati affrontati diversi argomenti con particolare attenzione al tema, di grande attualità, dei fondi sanitari integrativi. Di seguito il documento prodotto, quale contributo dei primari ospedalieri alla discussione in corso. Inserendosi nel dibattito inerente ai rapporti tra “sanità pubblica” (SSN) e “sanità integrativa” (Fondi sanitari istituiti col fine originario di supportare il SSN per quelle prestazioni sanitarie non previste o non erogate), il Collegio Italiano dei Primari Ospedalieri di Odontoiatria, Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale (CIPOOOCMF-ANPO) richiamava – in un recente intervento pubblicato il 20 Marzo 2019 su Odontoiatria 33Proposte per una nuova odontoiatria di comunità– i “principi costituzionali non negoziabili” in materia di salute e sanità: diritto alla salute, universalismo del servizio sanitario nazionale, compatibilità con la finanza pubblica. 

Circoscrivendo l’ambito di attenzione al settore dell’assistenza odontoiatrica, e tenendo conto degli aspetti fondamentali caratterizzanti l’attuale contesto italiano – situazione finanziaria nazionale, reale grado di applicazione dei livelli essenziali di assistenza (LEA), principio di sussidiarietà (mutualità volontaria libera e sanità integrativa), proposte di regionalismo differenziato – il Collegio CIPOOOCMF-ANPO segnalava come i temi oggetto di dibattimento fossero, in particolare, le “criticità dei gestionali dei fondi integrativi”, la “detraibilità fiscale” delle cure odontoiatriche, il “convenzionamento” dei professionisti e/o l’assistenza indiretta. Assumendo un approccio più generale e sistematico, si deve evidenziare un contesto nel quale convivono tre livelli e/o modalità di erogazione-fruizione delle prestazioni odontoiatriche:

  • in libera professione(spesa privata non intermediata), con  un ruolo predominante (95% delle prestazioni erogate);
  • tramite il servizio sanitario nazionale(spesa pubblica), con un ruolo “tradizionalmente” residuale (circa 5% delle prestazioni complessive);
  • tramite la iscrizione forme mutualistiche e a Fondi sanitari (spesa privata intermediata), organizzazioni non profit, prevalentemente private, finanziate con forme di risparmio di singoli o di gruppi di cittadini o col risparmio dei lavoratori (welfare aziendale), godono di importanti agevolazioni fiscali (riconosciute a determinate condizioni).  

Si distinguono “fondi DOC” finalizzati a erogare prestazioni non comprese nei LEA (integrative) e fondi “non DOC” (“enti, casse e società di mutuo soccorso aventi esclusivamente fine assistenziale”) che possono finanziare anche prestazioni sostitutive rispetto a quelle già erogate dal SSN.  I FSI possono intervenire per “le prestazioni di assistenza odontoiatrica non comprese nei livelli essenziali di assistenza per la prevenzione, cura e riabilitazione di patologie odontoiatriche”; pertanto, dovrebbero essere escluse dalla operatività dei Fondi integrativi DOC le prestazioni odontoiatriche ai soggetti in età evolutiva (perché LEA). 

In ambito odontoiatrico la operatività dei fondi sanitari integrativi – che ha, ovviamente, ricadute sia nei confronti della attività in regime libero professionale che rispetto al ruolo del servizio pubblico – può considerarsi caratterizzata da una regolamentazione incompiuta che consente, per questo, confusione tra prestazioni integrative o sostitutive, disomogeneità e parcellizzazione dell’offerta, assenza di verifiche sulla appropriatezza clinica e sulle modalità erogative.  In questo contesto complessivo è peraltropacificamente condiviso, da tutte le parti coinvolte, che“servono più prevenzione e più cure odontoiatriche precoci per i pazienti in età evolutiva”. 

Affinché i fondi sanitari integrativi possano rappresentare un reale ed efficiente supporto per latutela universalistica della salute, è necessario un intervento normativo che inserisca nel sistema i necessari elementi di chiarezza e certezza, a cominciare dai contenuti deiLEA assicurati dal SSNe, conseguentemente, dagli ambiti e prestazioni erogabili dalle diverse forme di sanità integrativa. 

Proprio in ordine ad una nuova (e realistica) definizione dei contenuti dei LEA del SSN (da assicurare in condizioni di omogeneità a tutti i cittadini sul territorio nazionale), il Collegio Italiano dei Primari Ospedalieri di Odontoiatria, Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale (CIPOOOCMF-ANPO) ritiene di ribadire che, nel processo di programmazione  nazionale, le attività di promozione e prevenzione odontoiatrica (primaria e secondaria)in età evolutiva (3-14) devono costituire una “priorità non sacrificabile del SSN” e, come tali, non delegabili alla “sanità integrativa” (a distanza di oltre 10 anni dalla loro istituzione i fondi vedono iscritto solo un bambino su dieci). 

Le attività di promozione e prevenzione odontoiatrica in età evolutiva si collocano nell’ambito delle attività istituzionali del SSN non richiedono particolari competenze specialistiche. Infatti nelle attività garantite dal SSN, a prescindere dal livello di complessità clinica, è l’organizzazione che garantisce i requisiti di qualità per una risposta tecnica professionale adeguata.

Per tale ragione non è prevista la scelta del medico di fiducia, e si giustifica la proposta formulata all’interno del GTO di abrogazione del requisito della specializzazione per l’ammissione al concorso per il primo livello dirigenziale odontoiatra per il SSN) Su questa linea, il Collegio propone:

  • di considerare e, quindi, definire le attività di promozione e prevenzione odontoiatrica primaria e secondaria in età evolutiva (3-14) come Livello essenziale di assistenza, da assicurare da parte della organizzazione sanitaria pubblica (SSN) che vuole essere l’erogatore privilegiato per la tutela di una area considerata di “alto valore”;
  • di stabilire, in modo preciso, quali prestazioni che costituiscono tale LEA ( … piano individuale di prevenzione: screening, visita, valutazione rischio carie, igiene, sigillature, otturazioni,..);
  • di valutare, sulla base dei vincoli fissati in termini di popolazione target e di tipologia di prestazioni da erogare, il fabbisogno di risorse strutturali, organizzative e professionali necessarie (rifinanziamento).


A cura di: CIPOOOCMF-ANPO

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