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17 Aprile 2019

Trattamenti endodontici causano il cancro. Rimosso da Netflix il documentario che denunciava


Root Cause è il titolo del film inchiesta che vorrebbe dimostrare che i trattamenti endodontici possono essere causa di cancro, malattie al cuore e varie patologie croniche, ed il suggerimento dato è quello di farsi togliere il dente invece di curarlo. Il documentario, ancora disponibile in rete su altre piattaforme, è stato diretto dal regista australiano Frazer Bailey; a questo link il trailer.

Non appena è stato reso disponibile su Netfix, nel gennaio 2019, ha raccolto le proteste di varie associazioni statunitensi di dentisti e degli oncologi, tra cui ADA e AAE, che hanno sollevato criticità sui contenuti riportati denunciando il rischio per la salute che la visione avrebbe ingenerato nei cittadini. Secondo quanto riporta il sito Open, gli argomenti del documentario si rifarebbero a tesi vecchie di un secolo, abbondantemente superate e smentite negli anni ’50.

“Il trattamento preso di mira da Root Cause oltre ad alleviare il dolore dei pazienti, permette oggi di eliminare i batteri prevenendo future infezioni”, commentano i clinici. Nel film vengono portati i pareri di tre “esperti”: il dentista canadese Weston Price, e i medici americani Hal Huggins e Boyd Haley.  

Nessuno degli effetti collaterali presentati nel film risultano nelle pubblicazioni scientifiche, fanno notare gli esperti.  

“Il trattamento canalare è una procedura clinica che si svolge totalmente all’interno dell’endodonto, anche nei casi in cui lievi azioni o modiche quantità di materiale sconfinino nel periodonto le reazioni dell’organismo sono sempre quelle legate al processo di tipo infiammatorio, mai e poi mai al processo di induzione di una patologia neoplastica”, dice ad Odontoiatria33 il prof. Massimo Gagliani, Professore Associato di Malattie Odontostomatologiche presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina, Corso di Laurea in Odontoiatria, Dipartimento di Scienze Biomediche, Chirurgiche e Odontoiatriche, Clinica Odontoiatrica “Giorgio Vogel” e Direttore scientifico area odontoiatrica del Gruppo editoriale EDRA. 

“In passato –continua- sono state ipotizzate delle interazioni con alcuni materiali quali i cementi endocanali o loro affini; si sono anche descritti i possibili effetti mutageni indotti dal cloroformio, un solvente talvolta impiegato per la rimozione della guttaperca nei ritrattamenti. Non sono state da meno le teorie che hanno coinvolto il processo di de-afferentazione (rimozione del terminale nervoso presente all’interno del canale radicolare e della polpa camerale), tutte, fondate su criteri e modelli sperimentali assai discutibili sono state ampiamente confutate e derubricate a scienza scandalistica piuttosto che a rigorosa ricerca”.“In effetti –conclude il prof Gagliani- a ben pensare, circa il 75% della popolazione ha almeno un dente trattato, se ci fosse questo rapporto con le patologie oncologiche i nostri ospedali non potrebbero ospitarli che in lazzaretti”.  

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