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23 Aprile 2019

Con la nuova direttiva a rischio reperibilità dispositivi medici. Tamburrano (M5S), lancia l’allarme alla Commissione europea


Dal cerotto al pace maker, ma anche ai dispositivi in uso agli operatori del settore dentale come tutti gli altri dispositivi medici potranno rimanere in commercio solo se attraverseranno rapidamente “un collo di bottiglia” burocratico nato in seno all’Unione Europea.

A denunciarlo è l’europarlamentare ed odontoiatria romano Dario Tamburrano (M5S nella foto), che ha presentato una un’interrogazione alla Commissione europea sulla nuova classificazione che i dispositivi medici dovranno ottenere. 

“Un iter complesso e poco tempo. C’è il rischio che pazienti ed operatori fatichino in un futuro prossimo a reperire strumenti utili per le cure”, sottolinea l’europarlamentare pentastellato.

In base ad un regolamento UE recentemente entrato in vigore, gli organismi che certificano i dispositivi medici devono innanzitutto accreditare nuovamente se stessi e poi rilasciare una nuova certificazione ad ogni dispositivo medico già in commercio. 

“Sono adempimenti molto impegnativi dal punto di vista qualitativo e quantitativo e c’è poco tempo: senza la nuova certificazione, salvo alcune deroghe, i dispositivi ora utilizzati non potranno più essere commercializzati a partire dal 2020”, denuncia Tamburrano. 

Con l’interrogazione, Tamburrano ha domandato quanti organismi di certificazione hanno completato il nuovo accreditamento e quanti sono i dispositivi medici già in uso che essi dovranno certificare nuovamente. Ha domandato inoltre cosa intende fare la Commissione per evitare che risulti di fatto impossibile reperire dispositivi medici.   



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