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18 Luglio 2019

ANDI querela l’AD di RBM Assicurazione Salute per le allusioni a evasione e cure odontoiatriche


“Il meccanismo delle detrazioni sanitarie - è più costoso, regressivo e diseguale territorialmente rispetto a quello degli oneri deducibili applicato alla Sanità Integrativa. Si tratta, inoltre, di un meccanismo generalizzato che non prevede alcun collegamento tra l’effettiva necessità di integrare i livelli assistenziali garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale ed il sostegno al reddito del cittadino rischiando, potenzialmente, di favorire anche possibili forme di “overtreatment” e, quindi, di potenziale inappropriatezza. La scarsa convenienza delle detrazioni sanitarie peraltro le rendono piuttosto inadeguate a fronteggiare i fenomeni di elusione/evasione fiscale, che hanno una certa significatività soprattutto in alcuni ambiti della Spesa Sanitaria Privata (visite specialistiche, cure odontoiatriche e badantato)”. 

A sostenerlo è Marco Vecchietti -Amministratore Delegato e Direttore Generale di RBM Assicurazione Salute- in una lettera al direttore pubblicata da Quotidiano Sanità il 5 luglio scorso in cui evidenziava come dal sul punto di vista (portando dati in merito) il modello delle deduzioni fiscali in sanità sia meno vantaggioso di quello dei fondi sanitari. 

“Sviluppare la Sanità Integrativa che beneficia anch’essa di un regime agevolato, mediante lo strumento degli oneri deducibili ma esclusivamente sulle contribuzioni versate ridurrebbe il costo che lo Stato – continua la nota- sostiene sul fronte delle detrazioni (anche perché come noto le prestazioni sanitarie rimborsate dalle Compagnie Assicurative e dai Fondi sono indetraibili), assicurerebbe maggiore uguaglianza anche nell’accesso alle cure private e finalizzerebbe il supporto della Finanza Pubblica alle sole prestazioni sanitarie ritenute integrative e/o complementari al Servizio Sanitario Nazionale. Peraltro, la necessità di presentare prescrizioni sanitarie e fatture alle Forme Sanitarie Integrative per ottenerne il rimborso, garantirebbe un miglior controllo in termini di appropriatezza ed un più efficace contrasto dell’elusione/evasione in Sanità Privata, con un potenziale recupero di base imponibile stimabile tra i 6 e gli 8 miliardi di Euro”. 

Affermazione, quella che associa le cure odontoiatriche all’evasione /elusione fiscale che ANDI ritiene sia “lesiva dell’onore e del decoro di coloro che esercitano la professione odontoiatrica”, per questo, si legge in una nota sul sito dell’Associazione “ANDI ha quindi adito alle competenti sedi giudiziarie, ritenendo che la notizia sia non solamente inattendibile ma gravemente diffamante per la categoria degli Odontoiatri”.   

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