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18 Settembre 2019

Battesimo dell’Odontoiatria 4.0 “che cura”, successo del convegno a Fiuggi

Intelligenza artificiali, immagini e stampanti in 3D, staminali rigeneratrici. Come cambiano gli specialisti che curano e riabilitano il cavo orale. Anche la prevenzione dei danni da fumo trova nuove tecnologie alleate


L’Odontoiatria 4.0 ha ricevuto un autorevole battesimo questo weekend a Fiuggi dove si sono riuniti per il Cenacolo Odontostomatologico Centro Italia (C.O.C.I.) specialisti odontoiatri, odontostomatologi, chirurghi maxillo-facciali, medici di medicina generale, igienisti dentali, infermieri. In oltre 500 per confrontarsi, apprendere, aggiornarsi su vari temi, anche se uno in particolare ha attratto di più l’attenzione: “L’utilizzo delle tecnologie innovative per migliorare le nostre cure”. 

Francesco Riva, Direttore Unità Operativa Complessa Chirurgia Odontostomatologica - Policlinico Umberto I Eastman Roma e la catanese Maria Grazia Cannarozzo presidente nazionale COI AIOGche rappresenta tutti i Cenacoli italiani - hanno fatto gli onori di casa insieme a Sandro Rengo dell’Università Federico II di Napoli ma originario di Fiuggi e a Mauro Giacomi, medico di medicina generale e odontoiatra proprio in quel di Fiuggi. Oltre 20 i relatori con l’obiettivo, sottolinea Rengo, di una “odontoiatria di precisione, personalizzata per il paziente, che tenga conto della genetica della persona e per questo tagliata su misura malato per malato, dalla prevenzione alla riabilitazione, tenendo conto dell’estetica e di tutte quelle patologie correlate, o conseguenti, a quelle della bocca”. 

Tumori del cavo orale, osteoporosi, discolorazioni tutte patologie accomunate da nemici comuni: il fumo di sigaretta e l’alcool. Rengo è chiaro: “I nuovi device elettronici come e-cig e tabacco riscaldato sembrano ridurre significativamente i danni del cavo orale, quindi per chi non riesce proprio a smettere queste soluzioni non sono da demonizzare”. Uno studio multicentrico che ha visto impegnati i ricercatori e i clinici dell’Istituto per salute orale e dei denti dell’università di Rochester (USA) ha nettamente dimostrato che “il fumo di sigaretta convenzionale causa una notevole decolorazione dei denti e che ridurre o eliminare i depositi derivanti dalla combustione del tabacco sembra ridurre al minimo l’impatto dei prodotti del tabacco sullo scolorimento dei denti”. Un aspetto misurato su due gruppi di volontari fumatori per tre settimane, 20 tradizionali e 20 fumatori di device che eliminano la tradizionale combustione del tabacco.

"Non smetteremo mai di dire che la prevenzione è alla base di tutto – spiega Francesco Riva– ed è quindi necessario per tutti adottare un corretto stile di vita. Come medici la nostra missione è abolire il fumo, ma vediamo anche che non tutte le persone sono in grado di farlo, e quindi accompagnarle verso sistemi meno dannosi è sicuramente un fatto positivo. Stiamo monitorando questi nuovi sistemi che contengono nicotina ma agiscono in assenza di combustione e crediamo che rappresentino una buona strada per risolvere il problema in futuro. Le colleghe fumatrici che hanno provato questi strumenti - conclude - dicono di avere una salivazione maggiore, mentre prima con le sigarette tradizionali la salivazione diminuiva. Siccome la saliva è come il lubrificante nella macchina sicuramente questo può diminuire quelle cheratosi che si formano per frizione". 

E il Cenacolo con i suoi iscritti è impegnato a studiare e valutare questi device. Lavorare insieme per una 'salute intelligente' dove i rischi per le persone, inclusi quelli provocati dal fumo, possano essere ridotti. Tutto per un futuro che vada in una direzione di “danno modificato” per il benessere degli oltre 11 milioni di fumatori italiani: “Molte patologie del cavo orale possono interessare l’intera persona, l’intero organismo. Il fumo senza combustione, quindi, non solo sembra ridurre i danni del cavo orale ma anche, come detto, dell’intera persona.”

Ha dichiarato Mauro Giacomi “La mia esperienza di anni in Palestina mi ha permesso di osservare come nei fumatori arabi vi sono meno patologie del cavo orale, compresi i tumori. Perché? Perché fumano il Narghilè. La famosa pipa d’acqua, un oggetto molto comune tra le popolazioni arabe. L’acqua, in breve, ‘raffredderebbe’ il fumo e sembrerebbe filtrare meglio le sostanze tossiche (monossido di carbonio e nicotina) contenute nel tabacco, riducendo nel fumatore gli effetti dannosi derivanti dalla dipendenza da nicotina (tabagismo) e con essi il rischio di malattie (cardiache e agenti cancerogeni in primis) cui normalmente è esposto chi fuma sigarette”.

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