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18 Ottobre 2019

Il 50° Congresso Nazionale SIDO, oltre le aspettative

Oltre alla clinica anche il cambio di consegne alla presidenza e le elezioni di chi guiderà SIDO dal 2023 

M.Boc.

Il Convention Center “la Nuvola“ di Fuksas all’EUR di Roma è stata dal 10 al 12 ottobre l’avveniristica cornice  del 50º Congresso Internazionale SIDO, ossia di una platea di oltre 2200 partecipanti convenuti anche da Paesi extra europei all’insegna della triade contenutistica del Dogma, Evidenze, Challenge, riunite  in un unico fil rouge che ha ispirato anche lo Spring Meeting di Roma (maggio 2019). Una edizione, la 50°, caratterizzata da un’offerta didattica talmente ampia da rendere obiettivamente difficile la scelta soprattutto per i giovani, che lamentano di essere stati combattuti dal richiamo di temi e relatori e le dinamiche dei crediti da conseguire.

Nell’”Orthodontic Circle Day” di recente introduzione, dipanatosi su due percorsi paralleli, sei figure di grande levatura hanno approfondito i temi nelle loro relazioni dal taglio prettamente clinico: tra gli altri Lorenz Moser, intrattenutosi sulle  soluzioni non comuni in Ortodonzia, Marco Rosa sulle priorità e Ludwig Bjorn sugli errori, una relazione rara da ritrovare in un congresso.  Occorre infatti risalire alla presidenza di Giobatta Garino oltre trent’anni fa, come sottolinea Damaso Caprioglio, autore, con Pietro di Michele della nuova edizione in inglese della Storia dell’Ortodonzia “per ritrovare il coraggio di una relazione ove invece dell’eccellenza dei risultati, con coraggiosa umiltà si descrivono  casistiche e messi in  risalto errori diagnostico/terapeutici, indicandone io rimedi”.  

Nei due giorni clou di venerdì e sabato erano programmati tre percorsi paralleli inerenti l’estetica, il digitale, il multidisciplinare. In ciascuna sessione, dopo la relazione introduttiva, inquadrato lo stato dell’arte, i relatori si sono confrontati su specifici temi in  coerenza con il progetto scientifico del congresso. Nell’ambito del percorso estetico si è passati (venerdi) dalla macro alla micro estetica e (sabato) alla sessione sui dismorfismi da eccesso verticale. Con una relazione di spessore si è discettato sulla risoluzione della zona estetica delle arcate dentali nei casi di perdita di denti, per agenesie o traumi. Assai curata la sua casistica, rivolta non solo alla stabilità estetica nel rispetto dell’occlusione e tessuti parodontali, ma soprattutto di indirizzo biologico, evitando soluzione protesiche e implantari.   

“Una relazione da chirurgia plastica - è stato il commento - senza bisogno del bisturi”. Da consumato maestro e clinico d’esperienza Marco Rosa con un report sull’estetica in ortodonzia, ha illustrato alcuni casi ove con accorgimenti, sensibilità  e rispetto del paziente si ottengono risultati d’eccellenza estetica e clinica con terapie poco invasive e non troppo indaginose. Nei dismorfismi da eccesso verticale anche Kee-Joon Lee nella sua relazione sulle sindromi del viso lungo, ha raggiunto risultati d’estetica e stabilità.   

Nell’ambito del percorso digitale,  focus acceso sugli allineatori: ”Giusto dedicare una sessione ad una metodica giovane che sta prendendo piede- commenta un “socio attivo SIDO” (come preferisce definirsi un ortodontista d’esperienza come Paolo Picchioni) – Occorrerà tenerne conto per valorizzarne tutte le opportunità. Anche giusto – sottolinea - che alla SIDO si sia parlato dell’argomento esclusivamente dal punto di vista scientifico lasciando al sindacato gestire le modalità controverse dell’utilizzo di tale dispositivo” .  

Altro protagonista del congresso, la multidisciplinarietà, che ha visto nei suoi momenti clou  focalizzare i disturbi temporo  cranio mandibolari con  Sandro Palla (Zurigo), Antoon De Laat (Lovanio) e Mauro Farella (Nuova Zelanda).Indimostrata rimane, nella disamina delle ricerche  sistematiche compiute, la corrispondenza causa effetto tra le terapie ortodontiche e le disfunzioni cranio temporo-mandibolari.  

Tra i rapporti interdisciplinari anche le  relazioni sui disordini della respirazione orale e delle apnee notturne (OSAS), problema di grande attualità clinica e normativa. Nell’ottica di una stabilità dei tessuti circostanti al dente e in generale del  rapporto fra la terapia ortodontica e i problemi parodontali, di scena il sabato la sinergia SIDO/SIDP (la Società italiana di parodontologia)sulle tematiche inter e multidisciplinari. Le relazioni di Katsaros Christos e Sculean Anton l’hanno sottolineata, illustrando un’interessante metodica di approccio nel trattamento delle recessioni gengivali. In parallelo si sono svolte le attività dedicate agli igienisti dentaliassistenti di studio e tecnici ortodontici (ORTEC) che hanno nominato loro presidente onorario il dottor Nerio Pantaleoni figura carismatica e pioniere del settore.  

Tra gli eventi sociali, l’inaugurazione giovedì sera nell’Auditorium del Congress Center rallegrato dalla performance del comico Brignano, la serata di gala al Palazzo delle Fontane e la consegna, a conclusione di  Congresso,  del Premio Mondiale SIDO alla carriera a Damaso Caprioglio, assegnato negli  ultimi trent’anni a due Maestri italiani (Ennio Gianni’ e Franco Magni) ma soprattutto ad illustri stranieri quali Giannelli, Zachrisson , Okeson, Melsen , Thylander, Nanda.  

In chiusura di Congresso è stato reso anche noto il risultato delle elezioni per il presidente SIDO in carica nel 2023, ossia Aldo Giancotti, professore all’Università di Tor Vergata, che ha staccato di una trentina di punti Pietro di Michele e passaggio delle consegne da Ersilia Barbato al presidente attivo SIDO  2020, Giuliano Maino, che ha illustrato le iniziative che la SIDO intraprenderà nella prossima presidenza.       

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