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04 Novembre 2019

Manca indicazione del direttore sanitario, sospesa autorizzazione a Centro odontoiatrico

Il Comune di Cervia accoglie la segnalazione della CAO di Ravenna e sospende per sei mesi l’autorizzazione sanitaria di un Centro medico. Il Tar conferma la sospensione 


Siamo nel settembre del 2018 quando la CAO di Ravenna segnala al Comune di Cervia che un Centro odontoiatrico della cittadina romagnola, non aveva inserito il nome del direttore sanitario nelle comunicazioni pubblicitarie.

CAO che ricordava al Comune come inserire il nominativo del “Direttore Sanitario all'interno della pubblicità di un Centro medico, ottempera ai generali criteri di trasparenza e consente da subito ai cittadini di ricondurre l'informazione pubblicitaria ad un legittimo esercente la professione sanitaria: trattasi del contenuto minimo di un messaggio pubblicitario, atto a tutelare i cittadini”. 

Il Comune raccoglie la segnalazione e dopo le verifiche del caso, nell’ottobre del 2018, comunica al legale rappresentante della Società “dell'avvio del procedimento amministrativo volto alla sospensione dell'autorizzazione amministrativa all'esercizio dell'attività sanitaria per un periodo da sei mesi ad un anno, come prescritto dal comma 5 dell'art. 5 della legge 5 febbraio 1992 n. 175”. I legali della Società portano una memoria difensiva chiedono “l’archiviazione del procedimento in oggetto adducendo motivazioni in merito ai numerosi interventi del legislatore volti a promuovere la liberalizzazione sostanziale dell'attività di pubblicizzazione della libera professione, nel limite del rispetto della veridicità, non ingannevolezza, trasparenza e correttezza, formale e sostanziale”. 

Comune che non accoglie la memoria difensiva dello Studio legale “in quanto il dettato normativo vigente, e in particolare l'art. 5 della L.175/92, non abrogato dalla successiva normativa, che pur ha innovato in materia di pubblicità sanitaria, impone che ogni annuncio pubblicitario, senza alcuna distinzione di tipologia e ubicazione dello stesso, debba contenere l'indicazione del Direttore Sanitario”. Con l’ordinanza del 22 ottobre 2019 il Comune di Cervia decide di sospende per un periodo di sei mesil'autorizzazione amministrativa all'esercizio dell'attività sanitaria concessa alla struttura. Contro l’ordinanza i legali della struttura si rivolgono al Tar dell’Emila Romagna chiedendo la sospensione cautelare dell’ordinanza. 

Tar che non accoglie le doglianze dei legali della struttura ritenendo che “deve ritenersi prevalente l’interesse pubblico sotteso ai provvedimenti contestati”. 

“La vicenda pone ancora una volta in evidenza non solo che ben poche parti della legge 175/92, e cioè solamente quelle che richiedevano una autorizzazione preventiva, sono state abrogate dalla legge 4 agosto 2006 n. 248, art. 2, (cosiddetta Legge Bersani) mentre tutte le altri sono tutt’ora vigenti, ma anche che oggi non è nemmeno ipotizzabile esserne in dubbio”, commenta ad Odontoiatria33 il presidente CAO di Ravenna Giorgio Papale (nella foto) aggiungendo che questo “è un dato di fatto certo ed assodato”. “La pubblicità sanitaria, come ribadito dalla recente ulteriore delimitazione definita dalla legge 30 dicembre 2018 n.145, -continua- non segue semplicemente e solamente le leggi del mercato, ma ha una propria specifica regolamentazione derivata dalla superiore necessità di salvaguardare la salute dei cittadini. Proprio i concetti che la CAO persegue da anni”. 

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