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27 Novembre 2019

Le norme italiane sulla pubblicità all’attenzione della Commissione Europea

L’europarlamentare Nicola Danti presenta interrogazione per verificare che non siano state violate le norme su libera concorrenza  


Le disposizioni contenute nella Legge di Bilancio 2019 (norma Boldi) relative alla pubblicità in ambito sanitario ed ai direttori sanitari sono conformi al quadro giuridico europeo su libera circolazione dei lavoratori, la libertà di stabilimento e la libera prestazione dei servizi? A chiederlo alla Commissione Europea è l’euro parlamentare Nicola Danti (PD) in un’interrogazione presentata oggi 27 novembre alla CE.  

L’ Associazione Nazionale Centri Odontoiatrici (ANCOD), in una nota dichiara la propria soddisfazioni in merito all’interrogazione rappresentata “per l’attenzione e la sensibilità dimostrata dall’Europa sul tema” ed aggiunge che la Legge di Bilancio del 2019, con l’introduzione di nuovi limiti alla pubblicità informativa in ambito sanitario e con l’obbligo per le strutture sanitarie private di dotarsi di un direttore sanitario iscritto all’albo dell’ordine del territorio in cui hanno la sede operativa, “ha limitato la libera concorrenza tra le catene odontoiatriche che operano a livello nazionale e gli studi odontoiatrici local”. 

Da tempo ANCOD ha lanciato “l’allarme dichiarando che ulteriori restrizioni normative sarebbero letali per la libera concorrenza nel settore, comportando addirittura la chiusura delle cliniche odontoiatriche”. 

“Contro queste norme ANCOD aveva già presentato una denuncia formale alla Commissione Europea per l’apertura di una procedura di infrazione contro l’Italia”, dice il presidente ANCOD Michel Cohen in una nota.“Auspichiamo –continua- che l’interrogazione dell’eurodeputato Nicola Danti possa contribuire ulteriormente a contrastare le misure che danneggiano la libera concorrenza e di conseguenza il diritto alla libera scelta dei cittadini di dove farsi curare”. 

“Stiamo assistendo – prosegue Cohen – a un attacco grave e ingiustificato alle strutture organizzate, che operano nel settore odontoiatrico nel pieno rispetto delle complesse leggi sanitarie, offrendo un servizio di qualità e professionalità senza pari, basato su affermazioni diffamatorie come dimostra anche una proposta nella legge di bilancio che avrebbe previsto che dal 2022 potessero operare nel settore solo le StP (Società tra Professionisti) e non più le società di capitale (Spa e Srl), eliminandole di fatto dal settore, con una pesante ricaduta occupazionale, visto che in esse vi lavorano oggi 17.000 collaboratori, oltre che dando un forte disservizio ai milioni di pazienti soddisfatti e migliaia di medici odontoiatri che da anni vi collaborano”.   



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