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05 Dicembre 2019

CAO: pieno sostegno alla mozione SUMAI su odontoiatria come laurea specialistica

Il presidente Iandolo ribadisce la necessità di un intervento normativo. Intanto il Ministro Speranza si dice disponibile a ragionare su proposte SUMAI


Pieno sostegno, da parte della CAO nazionale, alla mozione del SUMAI, il Sindacato della medicina ambulatoriale, nella parte in cui vuole promuovere “tutte le possibili iniziative per il riconoscimento della laurea in Odontoiatria come titolo abilitante all’esercizio nel SSN e già laurea specialistica sufficiente per accedere alle graduatorie della specialistica ambulatoriale”. 

Ad assicurarlo è oggi il presidente della stessa CAO nazionale, Raffaele Iandolo (nella foto) commentando la mozione approvata al 52° Congresso nazionale SUMAI a Gardone Riviera. Come vi ha informato ieri Odontoiatria33 al punto 7, la mozione SUMAI chiede che la laurea in Odontoiatria abbia “valenza specialistica”.  

“L’applicazione della norma che prevede l’obbligo di specializzazione per accedere ai concorsi pubblici per il personale del Servizio Sanitario Nazionale rischia di penalizzare, ancora una volta, la nostra professione, che da sempre ha faticato ad affermare un proprio ruolo all’interno del Servizio Sanitario Nazionale, come testimonia il limitato numero di prestazioni odontoiatriche, per di più riservate a particolari tipologie di pazienti, inserite nei Lea – spiega in una nota il presidente Iandolo -. Il ristretto numero di Odontoiatri specialisti nelle tre materie di specializzazione oggi esistenti – Odontoiatria pediatrica, Ortognatodonzia, Chirurgia orale - rischia di bloccare l’accesso concorsuale all’ormai prossimo rinnovo degli organici dirigenziali pubblici, di cui la maggior parte sarà, oltretutto, presto in età pensionabile. Le scuole di specialità in Odontoiatria, per lungo tempo, non sono state peraltro neppure attivate nelle varie sedi universitarie. Con questi presupposti, il requisito d’accesso della “specializzazione nella disciplina” rende di fatto impossibile il ricambio generazionale nei ruoli dirigenziali pubblici”.

“Addirittura, nel nuovo contratto della Specialistica ambulatoriale, non ancora in vigore, viene precluso l’accesso in graduatoria ai laureati in Odontoiatria (Corso di Laurea Specialistica) se non dotati di specializzazione “attinente”, limitando drasticamente la possibilità di scelta di professionisti in tale ambito e conseguendo sicuramente un risultato negativo nella tutela della salute del paziente – continua -. Così si cancella definitivamente l’assistenza odontoiatrica pubblica, precludendo al 90% dei dottori in Odontoiatria la possibilità di assicurare ai cittadini la salute orale”.

“Molte branche dell’Odontoiatria, inoltre, come ad esempio l’Odontoiatria protesica, non sono nemmeno riconosciute come specializzazioni – aggiunge ancora -. Si arriva così all’evidente paradosso, tutto italiano, e foriero di disuguaglianze nell’accesso alle cure, per cui il Servizio Sanitario Nazionale non può assicurarsi l’apporto di queste figure professionali, né nella dirigenza né in convenzione”.

“Ricordiamo che la salute è un diritto tutelato dalla Costituzione – conclude Iandolo – e che lo Stato, anche attraverso gli Ordini, suoi Enti sussidiari, è chiamato a garantirlo. Questo avviene altresì con la scelta dei professionisti ammessi ad erogare le cure odontoiatriche previste dal nostro Servizio Sanitario Nazionale. E ciò è tanto più vero se tali professionisti possiedono già un titolo di formazione specialistica quale va considerata, a tutti gli effetti, la laurea in Odontoiatria”. 

Sui temi messi sul tavolo dal SUMAI, come l’aumento delle ore degli specialisti già in servizio favorendo il raggiungimento del massimale orario previsto nell’Acn e superare le incompatibilità tra pubblico e privato accreditato, il ministro Speranza interviene durante l’Assembla del sindacato dicendosi disponibile al dialogo, mentre il segretario generale Antonio Magi, nel corso del suo intervento in Assemblea , si è rivolto al Ministro per far presente “la necessità di lavorare in equipe territoriali e risolvere il problema di accesso degli odontoiatri nella specialistica ambulatoriale favorendo l’odontoiatria sociale e pubblica”.   

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